Se, a pranzo, condisci l’insalata con l’aceto… nell’insalatone metteresti l’acetone?
Se, durante un  temporale, guardi un monte altissimo illuminato da un gran lampo… stai vedendo un montone colpito da un lampone?
Se, al campo sportivo, canti in coro per fare il tifo… allo stadio sbatti le corone per creare un tifone?
Se, con le ragazze, ti comporti come un bullo divertendoti a fare il matto… stai diventando un bullone che crede di essere un mattone?
Se, al mattino, noti che hai il viso gonfio perché la sera prima hai pianto molto… ti stai trasformando in un visone  consolato da un piantone?
Se ti piace spalmare burro in abbondanza su una bella pianta di timo… stai lanciando un timone nel burrone?
Se, in politica, sei un nero e hai quasi raggiunto il picco della città… credi di essere Nerone col piccone?

Se, dopo averlo letto otto volte, non avete capito a chi alludo nel testo… fossi in voi mi preoccuperei perché forse avete l’ottone nel testone.
Se invece lo avete capito di getto vuol dire che non sono stato vago: bravi, avete vinto un gettone… cercatelo dentro un vagone.
P.S. Questo gioco di parole con i falsi accrescitivi è nato leggendo le notizie di cronaca locale (https://www.estense.com/?p=861988 ) che riferiscono di chi, occupando alte posizioni istituzionali, interpreta il ruolo del ceffo poco rassicurante e probabilmente meriterebbe un ceffone istituzionale dal proprio superiore perché, invece di trattenere il proprio sbruffo di prepotenza, fa lo sbruffone sfruttando la sua posizione. Forse sta perdendo consensi perché si è accorto che, anche lui, è un “falso accrescitivo” e avrebbe bisogno di crescere in maniera diversa: gli consiglierei allora di intonare un salmo per vedere se riesce ad andare controcorrente come un salmone.
P.P.S. Ma il sindaco non ha niente da sindacare?