Io lo so che bisognerebbe vivere d’istinti e d’istanti e non distinti e distanti ma in questo periodo purtroppo affollato di stolti e di stesi, in cui noi campiamo distolti e distesi, dovremo imparare a dar senso a certe distanze nelle nostre di stanze.
Fuori c’è gente che non smette d’istillare odio quando farebbe meglio a distillare grappa.
Fuori c’è chi scommette sulla distruzione quando invece ci sarebbe bisogno di investire su un futuro d’istruzione.
Fuori c’è il rischio di diffusione del virus; in casa c’è il rischio di fusione.
In casa è stancante e anche io sono un po’ distrutto ma non mi lamento troppo perché se fossi davvero di strutto sarei già fritto.
In casa mi sento diviso perché non vedo qualcuno di viso e, a volte, mi accordo anche di aspettare un segno divino anche se poi, alla sera, finisco col rassegnarmi al mio bicchiere di vino.
In casa, davanti alla tv, mi ritrovo ad esprimere il mio dissenso ma poi penso alla salute di tutti e allora condivido i provvedimenti di senso.
In casa, in questo momento, distiamo dagli altri però dai, dillo anche tu: ! Come stiamo?
Io lo so che non è uno stare da re anzi, al contrario… ma questo nostro bellissimo restare umani non dovremo scordarcelo quando sarà ora di dimetterci da questo periodo di quarantena e di metterci seriamente a cambiare il nostro presente imperfetto per realizzare un futuro a misura d’uomo… (non nel senso del perimetro del duomo ma in quello che considera il volume dell’umanità).