A chi mi scrive: “Sei un cretino”
a chi non mi conosce da vicino.
A chi dice: “Non capisci un cazzo”
a chi immagina che io sia pazzo.
A chi mi sgrida: “Sei un somaro”
a chi ha vissuto un giorno amaro.
A chi scrive sbagliato: “Deficiente” [1]
a chi odia davvero tanta gente.
A chi mi lancia un: “Aldamar” [2]
a chi dice: “Fogat in tal mar” [3].
A chi mi avvicina al color rosso
a chi mi vorrebbe dentro al fosso.
A chi mi offende con gli acronimi [4]
a chi si nasconde tra gli anonimi.
A chi non mi affiderebbe i figli
a chi mi costringe agli sbadigli.
A tutti questi dico senza sconto
di non seguire il mio racconto,
ma se vogliono sempre litigare
che almeno imparino a parlare.

La filastrocca è evidentemente dedicata a chi mi ha diffamato e offeso dopo aver letto la mia lettera all’assessore Kusiak sui crocifissi alle scuole.
Per scelta non ho commentato i commenti alla mia lettera; non ho commentato quelli apparsi sotto il post scritto su questo blog, né quelli scritti sulla pagina web di Estense.com e nemmeno quelli, più numerosi e più offensivi, scritti sulla pagina Facebook di Estense.Com.
Ho letto e riletto ciò che ho scritto e, nonostante io pensi di essere stato chiaro, c’è chi scambia le mie ragioni per “pregiudizi”, chi mi domanda cosa farei “se il crocifisso mi venisse imposto”, cosa dico dei “cristiani discriminati e talvolta uccisi nei paesi islamici”, chi ridicolizza parlando di “funerali alle panchine e botte ai crocifissi”, chi si preoccupa delle “troppe persone che la pensano come me”, chi mi chiede “se un discorso simile fosse stato fatto in un paese islamico” e chi mi invita alle dimissioni.
A chi ha domandato per provocare, rispondo provocatoriamente che sono di “fede interista”.
A chi ha chiesto per capire, rivolgo l’invito a dedurre le risposte dalle mie premesse.
A chi non ha capito, chiedo di spiegarmi quale parte non è chiara e proverò a riformularla.
A chi ha criticato, chiedo di motivare le proprie ragioni a favore dell’esposizione del crocifisso in una scuola pubblica.
A chi dichiara “Noi l’abbiamo messo, se qualcuno lo vorrà togliere si prenderà la responsabilità morale di farlo”, [5] rispondo che mi assumo tranquillamente la responsabilità morale di non esporlo.
A chi afferma che “Bravo al sindaco della Lega di Ferrara, chi dimentica le proprie radici non ha futuro [6] ricordo che le radici della scuola pubblica crescono nel terreno fertile della Costituzione ed io le ho ben presenti e, da quelle radici, traggo “sostanza e nutrimento” per progettare un futuro migliore.
A chi è interessato ad ascoltare i miei pensieri, segnalo l’intervista che mi ha fatto Alessio Moriggi per Radio Cusano Campus che si può ascoltare cliccando qui: https://www.tag24.it/wp-content/uploads/2019/09/Mauro-Presini-No-al-crocifisso.mp3


P.S. Non uso quasi mai foto che mi ritraggono e quella di copertina non ha qualcosa di bello o di simbolico ; credo soltanto che, in certi casi, oltre a “metterci il nome e il cognome” occorra “metterci la faccia”… in tutti i sensi.

[1] Chi mi ha offeso sul web ha scritto: “Deficente”

[2] Termine in dialetto ferrarese che tradotto vuol dire “Letamaio”.

[3] Espressione in dialetto ferrarese che tradotta vuol dire: “Affoga nel mare”

[4] Alludo all’acronimo “MFDITK” che sta per “Ma Fat Dar In Tal Kul”

[5] https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/ferrara-il-sindaco-leghista-compra-385-crocifissi-per-le-scuole-e-simbolo-d-identita-_3229261-201902a.shtml

[6] https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/03/ferrara-la-giunta-leghista-ordina-385-crocifissi-per-le-aule-scolastiche-salvini-si-complimenta-polemica-del-pd-regionale-scelta-ipocrita/5425141/