La scuola italiana è un “organo costituzionale” ovvero un bene comune di tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione in cui si vive e dalle diverse condizioni personali e sociali.
Le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna hanno chiesto, a questo governo, autonomia in alcuni settori, fra cui quello scolastico.
Seppur le tre regioni abbiano obiettivi diversi, io credo che regionalizzare la scuola rappresenti un pericoloso progetto di secessione.
In sintesi, sono contrario a questa proposta perché rischia di:
1) frantumare il sistema educativo nazionale;
2) distruggere il principio costituzionale di uguaglianza;
3) diversificare l’accessibilità e l’organizzazione della scuola;
4) preparare la disgregazione culturale e sociale del Paese;
5) cancellare il contratto nazionale di lavoro dei dipendenti;
6) rendere impossibile una programmazione infrastrutturale nel Paese;
7) considerare i diritti come privilegi da concedere a seconda del reddito;
8) realizzare una forma di privatizzazione di un bene comune fondamentale;
9) subordinare le opportunità culturali di una regione alle sue capacità economiche;
10) generare scuole ricche e scuole povere, scuole affollate e scuole deserte, scuole di serie A e scuole di serie Z, scuole “scuole” e scuole “non più scuole”.
Se condividete questi rischi, vi chiedo di firmare l’appello contro la regionalizzazione del sistema di istruzione promosso da Sindacati ed Associazioni (FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda Unams, SNALS Confsal, COBAS, Unicobas Scuola e Università, Associazione Nazionale “Per la scuola della Repubblica”, ACLI, AIMC, ANDDL, ASSUR, CIDI, MCE, UCIIM, IRASE, IRSEF IRFED, Proteo Fare Sapere, Associazione Docenti Art. 33, CESP, Associazione “Unicorno-l’Altrascuola”, “Appello per la scuola pubblica”, Autoconvocati della Scuola, Gruppo No Invalsi, Link, Lip scuola, Manifesto dei 500, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Unione degli Studenti, Uds, Udu).
Lo potete leggere qui:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScCwQGhWbPnhU-PZZMNUUOT5PV0bzAC2EkyiebVpaRdlyQVlw/viewform?fbclid=IwAR0og_4yH5jItYVnzznYpMfjVh-tK-tppn2Ko1Y9645q4iCC79XhkkR0huo
Comunque la pensiate, #RestiamoUniti

Non sono d’accordo alla regionalizzazione della scuola
vanificare il diritto allo studio e renderlo privilegio di pochi.
Sono pienamente d’accordo. La scuola è una Istituzione preposta alla formazione morale, sociale e civiledell’uomo e del cittadino e quindi, i principi ma anche gli strumenti e le tecniche che utilizza devono essere il più possibile uguali, unitari e generali per non creare individui di serie A e individui di serie B. Saranno poi gli uomini e le donne a differenziarsi sulla basa di passioni culturali, caratteri e interessi diversi come è proprio degli esseri umani.
Sono assolutamente avversa a qualsiasi ipotesi di regionalizzazione della scuola e dell’università .