Ho sempre pensato che uno fra i modi per lavorare a scuola sulla diversità sia quello di partire dalle storie.
Oltre alla presentazione di cortometraggi o di brevi spezzoni di film, penso che  la lettura e l’analisi di testi, in cui la diversità sia presentata come occasione di conoscenza reciproca e di scoperta di potenzialità inaspettate, rappresenti una strategia efficace per affrontare un tema difficile.
Inoltre, può costituire uno stimolo per una discussione comune che abbia come scopo quello di raccogliere il vissuto ed il punto di vista dei bambini per poi impostare il lavoro successivo.

Untitled_17052018_140755000Uno degli sviluppi successivi può essere quello di mettere i bambini nella condizione di inventare insieme delle storie originali che abbiano una loro struttura. [1]
Queste restituiscono l’idea di ciò che i bambini possono aver imparato dall’analisi comparata delle storie lette o dei film visti e delle loro esperienze dirette messe a confronto in classe.
Le storie inventate possono insegnare molto se queste partono dalla vita vissuta dei partecipanti ed essi non hanno ipocrisie nel raccontare i propri pregiudizi, gli stereotipi e ciò che provano.
Una fra le tante storie inventate dai bambini delle classi in cui ho insegnato è quella del gabbiano “Salvatore”.
È stata inventata nel 1992 dai bambini e dalle bambine di una classe terza della scuola “Bruno Ciari” di Cocomaro di Cona. Diversi anni dopo, con un’altra classe terza, ci abbiamo lavorato sopra e i bambini e le bambine hanno illustrato le varie sequenze della storia.
Quest’anno scolastico, grazie a Paolo Sita che ci ha insegnato a conoscere e ad usare Book Creator (un software per realizzare libri elettronici), insieme alla classe terza che sto frequentando, abbiamo continuato ad approfondirla ed abbiamo registrato il sonoro.
Quindi i bambini hanno trascritto la storia, hanno inserito i disegni e l’hanno impaginata.
Nonostante il passare del tempo, ai bambini e alle bambine, questa storia piace molto per questi motivi riportati sinteticamente di seguito.
gabbia14LA STORIA CI PIACE PERCHÉ:
– parla di un gabbiano in disparte che poi si è fatto accettare dagli altri;
– parla dei gabbiani ma potrebbe parlare anche di bambini o di uomini;
– parla di quelli che capiscono che possono diventare gentili dopo che vengono aiutati;
– non lo chiamavano più Picchiatello, ma Salvatore;
– il protagonista salva i suoi amici;
– gli altri uccelli aiutano il loro amico sfortunato;
– il gabbiano era diverso dagli altri ma aveva una qualità che gli altri non avevano;
– insegna che non conta essere uguali.
– prima viene rifiutato ma poi viene accolto;
– insegna l’amicizia e il valore delle persone;
– insegna che anche quelli diversi dagli altri non devono stare in disparte;
– prima lo prendevano in giro e lui, con i suoi modi, non li ha odiati ma li ha aiutati;
– insegna a non escludere nessuno;
– fa capire che anche tu potresti aver bisogno degli altri;
– insegna a non evitare gli altri;
– insegna a non fare l’egoista.
– insegna che non bisogna prendere in giro gli altri perché potresti scoprire che sanno fare delle cose che non ti aspetti;
– insegna che tutti hanno bisogno di tutti.
È desiderio dei bambini e delle bambine della classe terza, condividere questa storia; inoltre si  aspettano che chi ne conosce altre le segnali, così le possono leggere anche loro.
Metto quindi a disposizione questo spazio per chi desidera leggere La storia del gabbiano “Salvatore”.
Comunque la pensiate, buona lettura.

[1] Per questo, oltre ad altre tecniche, possono essere utili degli strumenti come dei mazzi di carte costruiti appositamente.