Filastrocca del Natale, qui c’è qualcosa di illegale.
C’è chi svaligia a tutto spiano e chi ruba piano piano.
C’è chi va con le mignotte e chi ruba anche di notte.
C’è chi guadagna quasi zero e chi ruba al cimitero.
C’è chi lavora fuori orario e chi ruba il suo salario.
C’è chi tocca nel convento e chi ruba in Parlamento.
C’è chi inquina il suo orticello e chi ruba a suo fratello.
C’è chi fa una cosa orrenda e chi ruba la merenda.
C’è chi riesce a farla franca e chi ruba in una banca.
C’è chi non può far la spesa e chi ruba in una chiesa.
C’è chi non fa un reato e chi dal banchiere è derubato.
C’è chi giura col lamento e chi ruba il nostro tempo.
C’è chi vive un’odissea e chi si appropria di un’idea.
C’è chi si chiama sempre fuori e chi ruba molti cuori.
C’è chi ha lacrime sul viso e chi ruba un bel sorriso.
C’è chi ha un odio ancestrale e chi ruba alberi a Natale.
In un mondo all’incontrario io mi sento proletario:
se non c’è un po’ di giustizia non c’è aria natalizia.

P.S. La filastrocca mi è scappata dalla testa dopo aver letto questo articolo su La Nuova Ferrara: Terzo furto nel vivaio: spariti 8 alberi di Natale
Filastrocca del Natale illegale
Graziosissima e adatta al periodo. E hai descritto solo i mali minori…