È dai primi anni novanta che, insieme ai bambini e alle bambine delle classi in cui insegno, raccolgo filastrocche per fare la conta.
Abbiamo cominciato a collezionare quelle conosciute dai bambini della classe, poi della scuola, quindi le abbiamo chieste ai loro familiari, successivamente abbiamo coinvolto le scuole della nostra città e in seguito tutte le scuole italiane (allora si poteva spedire in franchigia senza spendere una lira). Dal 1993, iniziando a conoscere Internet, abbiamo coinvolto anche le colleghe e i colleghi di altri paesi del mondo.
Nel tempo ne ho trascritte qualche migliaio: oltre a quelle in italiano e nei dialetti , ce ne sono moltissime che provengono da diversi paesi del mondo: chi ce le ha spedite con una lettera, che le ha inviate via mail, che le ha registrate su un audiocassetta, chi su un video e chi, venendo a trovarci a scuola, ce le ha scritte direttamente alla lavagna o su un quaderno.
Il motivo di questa curiosità l’ho spiegato nell’introduzione al primo quaderno, che ci ha pubblicato il Centro Etnografico Ferrarese, intitolato “A star sotto tocca a te”; lo incollo di seguito.
“Ci piacciono molto perché sono originali, fantasiose, divertenti e musicali.
Ci piacciono perché “suonano bene” quando si recitano, ci piacciono per il ritmo che è semplice e primitivo nel senso che ci appartiene come il battito del cuore, come il respiro.
Ci fanno sorridere per la rima che diverte sorprendendo, che facilita il ricordo, che invita a nuove trasformazioni.
Ci incuriosiscono per la solennità dei gesti che accompagnano le parole, per l’uso del non-sense, per la possibilità di usare l’ironia o di prendere in giro qualcuno di più grande o più autorevole, perché riescono a giustificare l’impiego delle parolacce.
Ci affascinano perché assomigliano a formule magiche, ad incantesimi, a scongiuri o a sortilegi.
Sono coinvolgenti sia per chi le recita che per chi partecipa alla “conta”, perché l’uno prova piacere ad esprimersi solennemente in uno strano linguaggio tra il parlato ed il cantato, mentre gli altri sono attenti e stupefatti perché, in quel momento, si sentono partecipi di un vero e proprio rito collettivo.
E poi le “conte” non invecchiano mai perché sono i bambini che le mantengono vive, le adattano, le trasformano, le stravolgono, ne inventano di nuove e le condividono.
Ci piacciono perché servono al gruppo: è infatti il gruppo stesso che si organizza dandosi delle regole condivise quindi democratiche per evitare ingiustizie e prepotenze nella scelta del bambino che dovrà cominciare il gioco.”
Per chiunque fosse interessato alle iniziative da organizzare tra il 3 ottobre e il 3 novembre, metto a disposizione un po’ di filastrocche per fare la conta che vengono da 56 paesi diversi.
Avendo aderito all’Appello di docenti ed educatori per lo ius soli e lo ius culturae credo sia un modo adatto ai bimbi più piccoli, ma anche ai grandi, per iniziare ad affrontare il tema della cittadinanza attiva attraverso gli elementi che legano tutte queste filastrocche: hanno suoni diversi ma ritmi simili, hanno provenienze differenti ma tutte vivono nello stesso contesto, facciamo fatica a capirle ma poi siamo curiosi di conoscerne altre, non capiamo la logica ma avvertiamo lo stesso senso: quello della diversità che non spaventa ma diventa così familiare che ci fa ascoltare con le orecchie dell’altro, vedere con altri occhi e sentire con lo stesso cuore.
Comunque la pensiate, buone CONTEmplazioni ritmiche.
P.S. Naturalmente sono interessato a conoscere nuove “conte” che leggerei molto volentieri nei commenti a questo post e che poi metterei a disposizione dei bambini e delle bambine della scuola che sto frequentando.
P.P.S. Nel caso notiate errori di trascrizione, vi prego di segnalarmelo. Non ho inserito volutamente la traduzione perché non sia una “distrazione”; è comunque a disposizione per gli interessati.
P.P.P.S. Cliccando sull’immagine delle copertine dei due quaderni li potete scaricare in formato pdf.
In AFGHANISTAN dicono così:
Goti qoti gak e ma
khwar é réza gak é ma
byâ dokân dâri koném
sholwâri poshi koném
taq toq bini poro choq
In ALBANIA dicono così:
Jemi dy motra,
dalim te porta
presim babain,
të na bierë kokra.
Kokra laithia,
të na bier te shtëpia.
In ARGENTINA dicono così:
En la casa de Pinocho
todos cuentam hasta ocho.
Pin uno, pin dos, pin tres,
pin cuatro, pin cinco, pin seis,
pin siete, pin ocho.
In ARMENIA dicono così:
Elim, elim, ep elim,
good oodim, gangar tranim.
Havgit hanim pone tunim;
tarr jinjogh.
In AUSTRALIA dicono così:
Eenie meenie macka racka,
rare rye dominacka,
chickapop, lollipop.
rang pang puss.
Penny on the water,
Tuppence on the sea,
Threepence on the whirly
You’re not he.
In BELGIO dicono così:
Pinte pente pirlamente,
Pinte pente paf !
Een, twee, drie
en gij zijt af !
In BRASILE dicono così:
Pomponeta, peta, peta,
peta perruge, pomponeta,
peta, peta, petriz.
In CAMERUN dicono così:
Ku ku eh – ku ku eh – ebanga doh
ye de bosso – ye de bussa – ebanga doh !
In CANADA dicono così:
Who stole the cookie from the cookie jar ?
(Child’s name) stole the cookie
from the cookie jar ?
Who me ?
Yes you! (That child is out)
In CILE dicono così:
Arroz con leche, me quiero casar
con una señorita de Portugal.
Con esta si.
Con esta no.
Con esta señorita me caso yo.
In CINA dicono così:
Dim gi bin bin
choi yen jou dai bin
dim gi cha cha choi
yen jou dai cha.
In COLOMBIA dicono così:
Zapatito peludito
cambialo ti!
In CROAZIA dicono così:
Eci peci pec
Ti si mali zec
A ja mala vjeverica
Eci peci pec.
In DANIMARCA dicono così:
Okker gokker
gummiklokker
erle perle
pif paf puf.
In ESTONIA dicono così:
Shishel, pyshel,
stuknul, vyshel.
Nelle FILIPPINE dicono così:
Pen pen de sarapen,
de kutsilyo de almasen
Haw, haw de karabaw
Batutin.
Sipit namimilipit, ginto’t pilak
Namumulaklak sa tabi ng dagat.
In FINLANDIA dicono così:
Enten tenten
teelikamenten
hissun kissun
vaapula vissun
eelin keelin klot
viipula vaapula vot.
In FRANCIA dicono così:
Pomme de reinette
et pomme d’api
tapis tapis rouge.
Pomme de reinette
et pomme d’api
tapis tapis gris.
In GERMANIA dicono così:
Eine kleine mickimaus
ging um’s rathaus
wide wupp
wide wapp
und du bist ab.
In GIAPPONE dicono così:
Zui Zui Zukkoro bashi
Goma miso zui
Chiatsubo-ni owarete
Doppin Shian Nuketara
Don Doko Shio
Tawara-no nezumi-ga
kome kutte chiu
Chiu Chiu Chiu
Otosan-ga yonde-mo
Okasan-ga yonde-mo
Iki-Iko na-shio
ido-no mawari-ni
ocha-wan kaita-no dare ?
In GRECIA dicono così:
Ade milo sti milia,
Ke heretam ti griya;
Posa hronia the na ziso?
Ena, dio, tria, tesera.
In GROENLANDIA dicono così:
In ate kate nusa
missa dusa
missa dè.
In INDIA dicono così:
Akar bakar bombai bo
assee nabay pooray sao
sao kalota teetar mota
chal madaree paysa kota.
In INDONESIA dicono così:
Akar bakar bambay bo
dori, mali, poora, sol.
In INGHILTERRA dicono così:
Hickory dickory dock
the mouse ran up the clock.
The clock struck one,
the mouse run down
hickory dickory dock.
In IRLANDA dicono così:
One potato two potato
Three potato four
Five potato six potato
Seven potato more
One bad spud in the pot
In ISLANDA dicono così:
Ugla sat a kvisti
atti boern og missti
eitt, tvoe, thrju,
og thad varst thu!
In ISRAELE dicono così:
En-den-dino
sof aalaa katino
sof aalaa kati kato
elik belik bom.
Bom bom bom
hu yihye rishon.
In ITALIA dicono così:
Ambarabà ciccì coccò
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore.
Il dottore si ammalò
Ambarabà ciccì coccò.
In KENYA dicono così:
Moja, mbili, tatu, nne, tano.
Sita, saba, ine?, nane
isa abari ya January?
Kuna mtu moja aliypotea
na tukimpata tutamfunga jela.
In MALESIA dicono così:
Dua, tiga kucing berlari,
Mana sama si kucing belang,
Dua, tiga boleh ku cari,
Mana sama Presini seorang.
In MESSICO dicono così:
A, el burro se va,
E, el burro se fue,
I, el burro está aquí,
O, el burro se ahogó,
U, el burro eres tú.
In NIGERIA dicono così:
Kgo gben ta kpo gben ye
Kpo gben ta ulele atata mu fe
Asaka si ye ye
Ye ye saka si ye ye
Luku za ye za
Aubo gie golo golo uuwa
Ukhe so owo kan so.
In NORVEGIA dicono così:
Elle, melle deg fortelle.
Skipet går, ut i år.
Rygg i rand, to i spann.
Snipp, snapp, snute,
du er ute,
i ei gammel fiske skute.
In OLANDA dicono così:
Iene miene mutten
tien pond grutten
tien pond kaas
iene miene mutte
we is de baas?
In PALESTINA dicono così:
Adara badara alli ammi
aldela ashiara:
uahad, tinen, talate, arba, camse,
sette, saba, tamagne, tessa, ashiara.
A PANAMA dicono così:
Mi papá tiene
una caja de clavos,
¿cuántos clavos
quieres tú?
In POLONIA dicono così:
Traf, traf, Misia, Bela,
Misia, Kasia, kafacela.
Misia a, Misia be,
Misia Kasia kaface.
In PORTOGALLO dicono così:
Pim, boneca!
Tap, tap, boneca!
Cara de boneca!
Pim!
A PORTORICO dicono così:
Manzana, manzana
manzana podria
Uno, dos, tres, salia.
Nella REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO dicono così:
Dafifi dafifi camtarare,
nana nana nana waire,
dede dede waire waire waire grume,
grume thengeria kaguru kamwe.
In ROMANIA dicono così:
Tica-tica-tica,
M-a bătut mămica,
C-a mâncat pisică
Toată fripturică.
Şi m-am dus la şcoală
Cu burtică goală!
In RUSSIA dicono così:
Ot topota kopit pil po polu letit.
Na dvore trava na trave drova
Raz drova,dva drova,tri drova!
In SCOZIA dicono così:
A zeentee teentee
Heathery beathery bambleery
Over dover zan tan toosh!
A oner a twoer a tickedy seven
Halibuckrackit ten eleven.
Pin pan muskee Dan.
Toodle um toodle um twentyone.
In SERBIA dicono così:
Eci-peci-pec,
ti si mali zec,
a ja mala prepelica,
eci-peci-pec.
In SLOVACCHIA dicono così:
Aka fuka funda luka
Aka fuka funda luka,
funda kava kevenduka,
ak fuk funda luk,
funda kava keven duk.
In SPAGNA dicono così:
Hití, hití, ton,
tres gallinas y un capón.
El capón estaba muerto,
las gallinas en el huerto.
¡Tris, tras, fuera estás!
Negli STATI UNITI D’AMERICA dicono così:
Eenie meenie mynie mo
catch a tiger by the toe
if he hollers make him pay
fifty dollars every day.
My mom told me to pick
the very best one
and you are not it.
In SUDAFRICA dicono così:
Bik, boek, baas,
een pond kaas,
eet tot jy niks meer in kan kry,
dan is jy vry.
In SVEZIA dicono così:
Ole, dole, doff,
kinkeliane koff.
Koffeliane
birkebane
Ole, Dole, Doff.
In TANZANIA dicono così:
Anna anna anna do,
kachanika basto,
ispiringi matido,
anna kwa, anna kwa,
duku duku lemba kwa fuus!
In TURCHIA dicono così:
Ooh, piti, piti,
karamela sepeti
terazi lastik cimnastik.
In UGANDA dicono così:
Kanneemu, Kannabbiri,
Kafumba mwanyi,
Kattakkonkome, Malangajja,
Kannakkwale, Ofumba otya,
Ku luggyo?
Mbalirire, Kkumi liweze!
In UNGHERIA dicono così:
Ecc-pecc, kimehetsz,
holnap után bejöhetsz,
cérnára, cinegére,
ugorj cica az egérre, fuss!
In URUGUAY dicono così:
A la rueda, rueda
de pan y canela
dame un vinte’n
que me voy a la escuela
In VENEZUELA dicono così :
Mama, yo quiero ser de plata.
Hiyo tendras mucho frio.
Mama yo quiero ser de aqua.
Hiyo tendras mucho frio.
Mama bordame en tu almohada.
Eso si! Hora mismo.
* I disegni sono presi dai calendari de “La Gazzetta del cocomero” degli anni scorsi.
Troppo belle le filastrocche…sei un pirata della fantasia e diventi maestro della creatività con la tua grande capacità di leggere il mondo attraverso i bambini e per i bambini!
Che belle le conte, !..le conte dal mondo.!..come mettono pace e serenita’ e felicita’ nel cuore …
penso siano uno strumento giocoso ma potente per accogliere e avvicinare….
Bravo Mauro e tutti gli adulti e bambini che hanno collaborato con te in questa raccolta di tesori!
le voglio imparare…anche se sono grande,.! ma questo e’ un linguaggio magico, da condividere!!!
grazie!
Gent.mo Mauro Presini,
ho letto questo articolo sulle fiastrocche e lo ritengo molto interessante.
Volevo sapere se avete fatto un CD e dove si può comprare .
Io scrivo su un mensile di Finale Emilia che si chiama Piazza Verdi e curo dal 2010 la ribrica ” i zùgh ‘ d ‘ na volta ” all’interno della quale oltre ai giochi di una volta, descrivo le conte, le filastrocche, i detti e i proverbi legati ai mesi e il mangiare di una volta. Io abito ad Alberone di Cento, frequento le scuole medie ( Casumaro in particolare con referente Teresa Fregola ) , dove allestisco mostre sulla Resistenza e Liberazione, e per Il giorno della Memoria Ssono amico di G.P.Borghi perchè un paio di volte all’anno andiamo a San Bartolomeo in Bosco a fare spettacoli di poesie e zirudelle in dialetto oppure poesie e racconti in italiano con la nostra associazione. La scorsa estate ho consegnato a Marco Mari di Festina Lente TUTTO le mie ricerche durate oltre 9 anni e stanno continuando, all’interno ci sono molte filastrocche e conte relative ai giochi di una volta, se le interessano sono presso la casa editrice Festina Lente a Ferrara, e mi sembra di aver capito che Marco Mari vuole stampare una edizione di un Almanacco Centese .
Leggo volentieri gli articoli Like @ Rolling Stone, anche perchè come Presidente dell’Anpi di Cento condivido molte cose
Mi scuso del disturbo e cordiali saluti
Oriano Tommasini
>
Grazie mille Oriano per il tuo commento. A scuola abbiamo un CD che raccoglie una parte del materiale. Se riesci a venire a scuola, te ne tengo una copia da parte. Altrimenti lascia l’indirizzo nei commenti (non lo renderò pubblico) e te lo spedirò. Grazie ancora e a presto rileggerci