Non credo alla sua serietà, credo alla sua tracotanza.
Non credo alla sua sincerità, credo alla sua recitazione.
Non credo alla sua correttezza, credo alla sua sconfitta.
Non credo alla sua coerenza, credo al suo opportunismo.
Non credo alla sua commozione, credo alla sua delusione.
Non credo al suo rispetto degli avversari, credo alla sua vanità.
Non credo al suo essere democratico, credo nella sua intenzione di creare una Democrazia Cristiana 2.0 insieme al partner con cui ha fatto il Patto del Nazareno.
Anche per questi motivi sono contento che la Resistenza messa in atto da parte di chi ha votato NO abbia vinto, convinto e stravinto.
Per gli stessi motivi però credo occorra essere molto attenti; se, da una parte, è vero che questo referendum è vinto, dall’altra il futuro che ci è stato proposto dallo schieramento del SÌ invita tutti noi a continuare a resistere, impegnandoci insieme nelle battaglie a difesa delle persone e dei beni comuni.
Il nostro orizzonte ideale dovrà rimanere quello dei valori costituzionali.
Comunque la pensiate, buona lettura della dichiarazione del presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
Ancora una volta ha vinto la Costituzione, contro l’arroganza, la prepotenza, la mancanza di rispetto per la sovranità popolare e i diritti dei cittadini.
Hanno usato tutti gli strumenti possibili, il denaro, la stampa, i poteri forti, gli stranieri; sono ricorsi al dileggio e alla diffamazione degli avversari, ma il popolo italiano non si è lasciato convincere e ha dato una dimostrazione grandiosa di maturità.
Noi che abbiamo fatto una campagna referendaria rigorosa, sul merito, con l’informazione e il ragionamento, siamo felici e orgogliosi di questo successo.
Ora finalmente si potrà pensare di attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le disuguaglianze sociali, privilegiare lavoro e dignità della persona, per riportare la serietà, l’onestà e la correttezza nella politica e nel privato.
Alle sorti del Governo provvederà il Presidente della Repubblica e noi ci rimettiamo alla sua saggezza.
La cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini.
Questa è una vittoria anche dell’ANPI che tanto si è impegnata per la difesa dei valori costituzionali, ma è soprattutto una vittoria della democrazia e ripeto, con forza, della Costituzione.
Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI

Caro Mauro, Ti seguo da molto e spesso mi ritrovo nelle tue parole e idee. Ma questo post dimostra che le tue idee sono inquinate dal giudizio personale. Come sai che la persona Renzi è come la descrivi? Renzi non sarà stato un grande premier, ma non ci ha fatto vergognare a livello internazionale. Non ha fatto corna alla Merkel, non ha organizzato festini hard, non fa urlare bocchinara a Lucia Annibali e non ha organizzato campagne mediatiche contro la Boldrini.
L’unica offesa pronunciata in questi anni agli avversari è stata la parola “‘accozzaglia”. Non ha dato coi suoi modi il cattivo esempio ai nostri figli. Ha creato un’occasione mai vista di democrazia diretta: il primo referendum confermativo della storia, 70% di votanti, ci pensi? Ha messo gli attributi sul tavolo, a costo di farseli tagliare. Ha fatto quello che ha detto, anche dimettendosi. Ha provato a cambiare le cose che con tutte le belle idee di tanti come te non sono mai cambiate. E con le unioni civili ci è anche riuscito.
Un’ultima cosa: nessun articolo della costituzione prevede di votare a un referendum confermativo per mandare a casa un governo. Chiunque lo abbia fatto con questo spirito, che si chiami Renzi, Grillo, ANCI o Mario Rossi, ha tradito la costituzione e il rispetto dei concittadini. Gran parte del 60% dei Sì è il risultato di questo tradimento della Costituzione. Fossi in te, non me ne rallegrerei troppo.
Caro Fabiolinoforever, grazie per il tuo commento. Ti confermo che le mie idee sono “inquinate”, condizionate, derivate, scaturite dal mio giudizio personale sul politico Renzi. Come si diceva negli anni 70 e come continuo a credere: “il personale è politico”. Deduco quindi le mie conclusioni sulla sua serietà, sincerità, correttezza, coerenza, rispetto e democrazia da ciò che ho osservato dal 2014 in poi del suo agire politico. Permettimi, io ho vissuto il suo mettere gli attributi sul tavolo non come gesto coraggioso ma come gesto di un presuntuoso che, allora, era convinto di stravincere e che ora è stato costretto a prendere atto di una realtà che non si aspettava.
Infine, caro Fabiolinoforever, se mi leggi sai bene che saprei trovare le parole per rallegrarmi se davvero fossi così allegro. Il NO ha vinto chiaramente e di questo sono contento ma non credo ci sia niente di cui rallegrarsi in questo periodo: a mio modo di vedere il NO ha fatto da argine anche in questa occasione contro chi ha cercato di piegare la Costituzione a propri fini (a proposito, avreste votato Sì allo stesso referendum se al governo ci fosse stata la destra?). Le intenzioni del mondo della finanza di demolire le Costituzioni di certi paesi sono chiarissime e queste non mi fanno star tranquillo. Le intenzioni della Banca Centrale Europea di precarizzare le esistenze sono limpide e non mi fanno star tranquillo. Le intenzioni dei politici che vogliono ridurre i diritti dei lavoratori e privatizzare i beni comuni sono chiarissime e non mi fanno star tranquillo. I partiti che stanno mettendo il proprio cappello sulla vittoria non mi piacciono e non mi fanno star tranquillo. Temo accordo fra i protagonisti del patto del Nazareno per governare e la cosa non mi fa star tranquillo. Come conclude Smuraglia ,”la cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini”. Salute e saluti, mauro
E’ troppo antipatico! esattamente come i bimbi merdi che si portano via il pallone quando si stufano di giocare. questo è il vero motivo della sconfitta.
Una nota a margine: avrei votato SI’ uguale, perché la parte da difendere della nostra meravigliosa costituzione è quella dei principi e dei valori (non solo i primi 12 articoli ma anche, tanto per fare un esempio, il 41 che precorre i temi della sostenibilità nel 1948!) e non certo quella della governance, nella quale siamo storicamente debolissimi e dovremmo ispirarci a Paesi molto più avanti di noi.