MANIFESTO_2_GIUGNO_2015_BIl 2 giugno 2016 potrebbe essere l’ultima festa della Repubblica nata settanta anni fa dalla Resistenza in cui La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

La Legge di revisione del modello istituzionale, in essa delineato, approvata dopo varie vicissitudini da una ridotta maggioranza parlamentare, ( ben altra cosa rispetto a una Assemblea Costituente legittimata ad affrontare un così importante compito) altera infatti l’equilibrio fra le tre Istituzioni della Repubblica – Parlamento, Governo, Magistratura – garantito dalle funzioni di controllo attribuite al Presidente della Repubblica e alla Corte Costituzionale.
Il bicameralismo “perfetto” è sostituito da un bicameralismo “ininfluente”, poiché il Senato può chiedere di discutere molte delle leggi approvate dalla Camera e correggerle. La Camera tuttavia può ignorare le correzioni formulate da maggioranze diverse, e quindi la navetta tanto deprecata può tornare a funzionare, per giunta anche con esito nullo…
Quanto al Governo, da organo esecutivo esso va a configurarsi come “comitato direttivo del Parlamento”. Il Governo infatti, nel nuovo testo, può pretendere dalla Camera dei deputati la precedenza nell’esame delle sue proposte e un termine determinato per l’espressione del voto, decorso il quale tutti gli emendamenti decadono e si passa, dopo il voto sui singoli articoli, alla votazione finale. Aumenta, in tal modo, la cosiddetta governabilità affidata però nelle mani di un Governo espressione di un partito a cui la legge elettorale, Italicum, garantisce una anomala maggioranza di oltre il 50% dei seggi pur se votato da molto meno della metà degli elettori.
L’importanza della posta in gioco è confermata dall’impegno profuso fin d’ora e senza esclusione di colpi dal partito renziano per assicurare la vittoria del SI nel prossimo referendum istituzionale.
images_1_-101L’Associazione Per la Scuola della Repubblica si unisce a quanti e quante hanno dichiarato pubblicamente – in particolare i/le Partigiani/e dell’ANPI – il loro NO, ad impedire che questa “rottamazione” venga confermata dal voto popolare. 

Associazione Nazionale “Per la Scuola della Repubblica”  

Roma, 27 maggio 2016