alain-goussot-universidade-de-bolognaAlain Goussot, docente associato di pedagogia speciale all’Università di Bologna, è morto improvvisamente sabato 26 marzo.
Aveva sessant’anni.
Per le riviste specializzate Goussot è stato “uno studioso ed un ricercatore in azione rispetto alle problematiche delle disabilità, delle difficoltà di apprendimento a scuola e dei processi di esclusione.”

Per Comune Info: “Attento osservatore dei processi interculturali e transculturali nell’apprendimento, Goussot ha dedicato i suoi studi e le sue passioni politiche mettendo sempre in discussione la rigida divisione delle discipline, privilegiando un approccio complementare e interdisciplinare, in particolare tra pedagogia, sociologia, antropologia, letteratura, psicologia, filosofia e storia. Autore di numerosi ricerche e libri [1], da oltre un anno aveva cominciato a inviare articoli e commenti occupandosi di pedagogia critica, movimento contro la Buona scuola, critica allo sviluppo e al consumismo ma anche di migranti, nonviolenza e terrorismo.
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Per me, il professor Alain Goussot rimane uno dei pochissimi pedagogisti ad essersi espressi in maniera ferma, coraggiosa ed efficace contro la cosiddetta “buona scuola” renzusconiana.

La sua scrittura chiara, semplice e, allo stesso tempo, lucidissima rimane uno dei pochissimi esempi di una capacità non comune: quella di riuscire a scrivere raggiungendo tutti.
Al mondo della scuola mancherà moltissimo il suo sguardo che, partendo dal basso, riusciva a delineare perfettamente un futuro diverso: aperto, inclusivo e solidale.
Grazie davvero, professor Goussot, per quello che è stato, per quello che continuerà ad essere, per tutto quello che ci ha insegnato e per tutto quello che dobbiamo ancora imparare.

P.S. In sottofondo a questo post non può esserci altro che Blind Gary Davis che canta Death don’t have no mercy, “La morte non ha pietà”.

Di seguito i link agli articoli apparsi su Comune:
Le domande di Bruxelles e Parigi
Smettiamola di sottovalutare i percorsi di marginalità sociale e fallimento scolastico che hanno segnato la vita dei giovani autori delle stragi in Belgio e Francia.
Quel fazzoletto di terra ferita
Il Belgio, vittima indicata per scatenare l’orrore da parte dei potenti
Quando la fragilità è una forza positiva
La debolezza umana non piace all’ordine costituito perché cambia le cose
Tempo di gioco o tempo di studio?
Il rischio di identificare l’apprendimento con efficientismo didattico
Apprendere è relazione
La freschezza attuale del pensiero di Célestin Freinet
Costruire relazioni sociali ogni giorno
Mettiamo in discussione il miti dell’individuo. A cominciare dalla scuola
La scuola nuova fabbrica di servitù?
Vince il mercato: dalla scuola delle conoscenze a quella delle competenze
Non smettere mai di lottare
Torniamo a essere dei Cyrano dell’educazione, per una scuola diversa
Abbiamo bisogno di speranza
Il dominio della cultura clinico-terapeutica comincia nell’educazione
I frutti velenosi della Buona scuola
Cominciano a realizzarsi gli aspetti distruttivi della legge 107
Il bisogno di rifiutare etichette
Non oggettificare: un approccio antropologico in educazione
Per una pedagogia transculturale
La laicità è additiva e non sottrattiva, pluralista e non monoculturale
L’ipocrisia umanitaria dell’Occidente
Milioni di madri, padri, educatori popolari, poeti proteggono ogni giorno in molti modi la propria dignità e quella dei loro bambini e delle loro bambine. L’Occidente, accecato dal denaro, non sa più farlo
Noi e Loro
Nei giorni del terrore e della guerra abbiamo bisogno di ricominciare a guardare il mondo con gli occhi dei bambini e delle bambine, di educare sul serio all’alterità al dialogo e alla pace, di ribaltare le categorie Noi e Loro
Di quale Francia stiamo parlando?
Quella bandiera è stata usata per commettere le peggiori atrocità
Contro la barbarie e la logica della guerra
Parigi è sotto choc. Ma perché tutta questa violenza?
Elogio della speranza
Cercano di convincerci in molti modi che non è possibile cambiare. Possiamo essere solo spettatori, nella migliore delle ipotesi consumatori. C’è bisogno, per dirla con Bloch e Freinet, di imparare ad agire con speranza
La lezione di Bologna si chiama barbarie
Lo sgombero dell’ex palazzo Telecom e l’indifferenza della città
Elogio della profondità
Nella società dello spettacolo, dei media e del consumismo di massa c’è bisogno di relazioni sociali vere, fatte di vita quotidiana, di semplicità e anche di contraddizioni. È la nostra fragilità che fa la nostra forza e la nostra profondità
La voglia di ripensare la pedagogia
Si moltiplicano nei territori i momenti di convivialità educativa
L’ultima lezione di Ingrao
Nelle immagini trasmesse dai funerali di Pietro Ingrao davanti Montecitorio risaltano tre cose che sono l’indicatore di una perdita totale di identità culturale e di memoria storica di questo paese nonché della situazione eticamente e politicamente drammatica nella quale si trova la Repubblica italiana, in un momento in cui va avanti la […]
Le due sfide della scuola
La pedagogia neoliberista e il suo strumento pratico, cioé il paradigma clinico-terapeutico che deve medicalizzare le “differenze” per favorire un controllo sociale, hanno dichiarato guerra alla scuola, comunità educante
Come creare legami sociali?
Verso una nuova antropologia del dono e dell’ascolto reciproco
Autonomia, relazioni e reciprocità
Le ambiguità educative e culturali della parola autonomia
Serve ancora educare nell’era del web?
È il tempo della velocità. Bambini e adolescenti non hanno più modo di sedimentare ciò che vivono e di coltivare la fantasia, bombardati da immagini, suoni, parole. Non possono così capire se stessi, gli altri e il mondo
Fascino e disumanità del potere
Il potere del denaro e il potere della politica seducono e distruggono
Cambiare la scuola ogni giorno
La Buona scuola è legge. La ferita è profonda, tuttavia il mondo della scuola resiste, sperimenta e progettare una autentica buona scuola fatta di formazione culturale, di educazione all’alterità, di cooperazione e inclusione
La ribellione della lentezza e dell’ozio
Viviamo il tempo senza passato, della velocità, del consumare subito
Servono le riforme. Il regime dei pappagalli
Il nuovo mantra, dall’Fmi al governo Renzi, in tempi di austerity
La loro gioia e la nostra rabbia
L’approvazione della Buona scuola in senato è solo una vittoria di Pirro
La scuola che lotta non piace ai mercanti
Il governo ricatta ma molti guardano aldilà di quello che farà in senato
In comune
Il mondo delle cose morte domina sulle cose vive. È il regno della competitività e della disgregazione dei legami. Ma comunione, comunità, comunismo, mettere in comune, anche se poco visibili, sono per molti prospettive antiche per il presente
L’odio
A politica e media serve il capro espiatorio, i migranti, per non discutere il potere dei dominanti. Ma con Fanon sappiamo che l’aggressività linguistica, simbolica e fisica sono parte di una logica di dominio agita da chi si sente insicuro
La lotta della scuola
Il movimento contro la Buona scuola ha messo in difficoltà il governo e ha cominciato a trasformare la scuola in una grande Agorà pedagogica, culturale e politica per rifondare il sistema formativo ma anche l’intera società
Il sofisma pedagogico di Umberto Galimberti
L’intervento di Umberto Galimberti intorno alla “Buona scuola” è nei fatti un sostegno al progetto renziano e conferma il ruolo degli intellettuali italiani come organizzatori del consenso per conto del pensiero dominante
Pennac, Baricco e la scuola
Piacere di apprendere e senso critico non si nutrono di digitale
La Buona scuola e la violenza dei media
Non c’è dubbio: non si aspettavano la resistenza del mondo della scuola alla proposta che la trasforma definitivamente in azienda. Decisivo il ruolo dei “grandi” media al servizio dei mercanti. 5 giugno fiaccolate in molte città
È tempo di recuperare un’idea: fratellanza
Ciò che accade nel Mediterraneo pone dinanzi a noi una solo via, quella dell’uguaglianza. Con Balducci, Hugo, Tolstoj e tanti altri e altre, sappiamo che si tratta dell’utopia della fratellanza praticata nella vita di ogni giorno
I docenti devono farsi giudicare?
Il problema non è la valutazione in sé ma come si valuta, con quali strumenti e finalità. Gli insegnanti possono essere valutati ma devono anche essere i soggetti del processo valutativo, un percorso di crescita e coscienza collettiva
The Good school
Non è difficile immaginare quali saranno gli effetti della Buona scuola: basta dare un’occhiata agli Stati uniti. Sono evidenti le analogie con il modello delle Charter school. La scuola di chi vive in “alto” e quella di chi vive in “basso”
La lotta della scuola è un punto di inizio
Il ddl la Buona scuola sarà approvato. Ma valutare la protesta in corso, solo per il risultato in parlamento è un errore. Quella lotta può trasformarsi in un movimento pedagogico e democratico fatto di comunità territoriali
Diego ed Exequiel, la scuola e i graffiti
Uccisi perché volevano una scuola aperta, equa e democratica
La pedagogia del disprezzo
La forma della comunicazione è contenuto. Quale è il contenuto pedagogico comunicato dal presidente del consiglio? La pedagogia del disprezzo. Dal maestro Manzi a Renzi: la nuova alfabetizzazione del televenditore
Una nuova pedagogia comune
Abbiamo bisogno di tenere fuori dalle scuole precarietà e consumismo per ricostruire comunità aperte al territorio. Insegnanti e genitori del movimento contro la Buona scuola possono essere il motore di un cambiamento radicale
L’autoeducazione delle comunità
Cosa può nascere dal movimento di massa emerso il 5 maggio?
La nuova democrazia
Vogliono una scuola azienda a più velocità con corsie preferenziali per chi ha soldi e corsie periferiche e di basso livello per tutti gli altri. Per farlo sono disposti a tutto, come dimostra la repressione andata in scena a Bologna
Agorà pedagogica
La grande protesta contro la Buona scuola potrebbe essere l’occasione per fare di ogni scuola un’agorà pedagogica, spazio territoriale di discussione e dialogo educativo progettuale tra insegnanti, alunni e genitori
La grande ipocrisia
Le ex colonie africane sono strangolate dalle scelte del Fondo monetario e da chi sfrutta l’oro, l’argento, il rame e il coltan. I responsabili del disastro nel Mediterraneo si trovano nei governi occidentali e nei Cda delle multinazionali
Letteratura e formazione
Leggere i classici è tempo perso. Per questo è un atto pedagogico
Insegnanti, questo è il momento di ribellarsi
Non restano alternative: l’unico modo per fermare il disegno di legge sulla Buona scuola è la ribellione esplicita di insegnanti, dirigenti scolastici, famiglie, studenti. Apriamo subito le scuole 24 ore su 24 con proteste e gruppi di lavoro
Non pensare
La Buona scuola prepara gli individui alle esigenze del mercato del lavoro. La pedagogia che si chiede il perché dell’educazione o la lettura di autori come Leopardi, Balzac o Tolstoj sono ostacolI. La parola d’ordine è non pensare
La critica della ragione pedagogica
Bambini e ragazzi sono prima di tutto soggetti, aldilà di origini, condizioni e “deficit”
Valutare. Cosa? E, soprattutto, come?
Il feticcio della misura statistica e il pensiero unico della tecnologia
Coltivare la capacità di sognare
Lo spirito della speranza non smette di vivere ma resta poco visibile
Produrre senso: un atto pedagogico
Viviamo il tempo dei mezzi. Nessuno chieda il perché delle cose
La Buona scuola di Matteo Renzi
Emerge sempre di più una visione aziendalistica della scuola
L’utopia delle lotte di ogni giorno
Se guardiamo al di là dei media e dei governi, vediamo un mondo di lotte: nei quartieri, nella scuola, nel lavoro migliaia di donne e uomini resistono con le loro pratiche. Quelli che sono in alto lo sanno e temono chi nutre la speranza
I rischi di medicalizzazione nella scuola
Gli insegnanti troppo spesso leggono la realtà tramite la lente della diagnosi clinica. Il modello dell’osservare per classificare prevale su quello dell’osservare per ascoltare e comprendere. C’è bisogno di uno sguardo pedagogico

intervista-goussot-anteprima-320x217-202402Su EDUCAZIONE DEMOCRATICA invece si possono leggere:
Chi educa la società? [1/2011]
La sfida pedagogica di Antoine de La Garanderie [1/2011]
Franco Basaglia e l’ansia dell’incontro con l’Altro: l’approccio della deistituzionalizzazione [2/2011]
Jacques Lacan l’enigmatico: un insegnamento a guardare oltre [3/2012]
L’approccio transculturale in educazione [4/2012]
Jean-Jacques Rousseau e l’elogio dell’umanità ferita [4/2012]
Dewey oggi: la pedagogia impossibile e l’utopia dell’educazione democratica [5/2013]
Il coraggio pedagogico di Lev Vygotskij [5/2013]

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[1] Tra le sue pubblicazioni: La scuola nella vita. Il pensiero pedagogico di Ovide Decroly (Erickson, Trento 2005); Epistemologia, tappe costitutive e metodi della pedagogia speciale (Aracneeditrice, Roma 2008); L’approccio transculturale di Georges Devereux (Aracneeditrice, Roma 2009); Bambini «stranieri» con bisogni speciali (Aracneeditrice, Roma 2011); Pedagogie dell’uguaglianza (Edizioni del Rosone, Foggia 2011); L’Educazione Nuova per una scuola inclusiva (Edizioni del Rosone, Foggia 2014).