Fra le 40 scuole vincitrici del concorso McDonald’s premia la scuola ce ne sono ben tre intitolate a Don Lorenzo Milani, una ad Aldo Capitini e un’altra ad Antonio Gramsci.
Visto che per vincere bisognava raccogliere punti andando a mangiare in uno dei ristoranti McDonald’s e/o partecipare ad una gara creativa sul tema: “Come far vivere, anche dopo la fine di Expo Milano 2015, le idee e i valori di questo grande evento“, mi chiedo se i colleghi e le colleghe che lavorano in quegli istituti, intitolati a personaggi che avevano decisamente un’altra idea di scuola e di società rispetto a quella di chi ha proposto e patrocinato questa iniziativa, si siano interrogati sui valori che hanno comunicato agli alunni e alle famiglie.
Capisco che il bisogno di beni materiali sia forte nella scuola pubblica ma le alternative esistono: prima di tutto quella di segnalare il bisogno senza normalizzare la situazione, poi quella del coinvolgimento in un modo diverso delle famiglie e da ultimo anche quella di evidenziare la contraddizione fra il bisogno di finanziamenti che ha la scuola statale e l’incentivo alla corsa verso i supermercati o le multinazionali come fonte di supporto economico, consigliata addirittura dal Ministero all’Istruzione.
A mio modo di vedere gli insegnanti, aderendo a questi progetti, scelgono di assumersi la responsabilità di offrire alle famiglie i propri “consigli per gli acquisti” mettendo così in atto una “promozione indebita”; non mi risulta infatti che la Costituzione ed i programmi scolastici affidino alla scuola statale questo compito.
Fra le scuole vincitrici ce n’è anche una di Ferrara: la “Dante Alighieri” che, oltre ad avere una solida tradizione storica, si presenta alle famiglie vantando i punteggi raggiunti dai suoi alunni nei test Invalsi (così raccontano i genitori che hanno partecipato agli open day) ed ora potrà aggiungere ai propri “trofei” anche questo.
Non condivido queste iniziative e questo modello di scuola che avanza ma ciascuno è libero di scegliere che insegnante essere e a quale idea di scuola lavorare; mi permetto però di invitare i diretti interessati a rileggere “Il paese sbagliato”, in particolare nel pezzo in cui Mario Lodi parlando del disco dello Zecchino d’oro, regalo ricevuto a scuola dai frati dell’Antoniano di Bologna, critica l’accettazione passiva riflettendo sul condizionamento che tali “regali” possono avere sul messaggio che la scuola vuole offrire (pag. 445 e 446).
Infine non ho alcun problema ad affermare che condivido pienamente il comunicato che il Movimento 5 Stelle di Ferrara ha diramato sull’argomento e per questo motivo lo incollo sotto per un’opportuna diffusione.
Sono ovviamente disposto ad ospitare commenti ed opinioni diverse dalle mie in questo stesso spazio.
Comunque la pensiate, buona lettura.
La vincita della scuola Dante Alighieri di un concorso promosso a livello nazionale dalla McDonald’s per guadagnare 8mila euro di premio in materiale didattico e dispositivi tecnologici, a fronte di una raccolta punti in base al consumo dei propri prodotti, è un fatto grave, eticamente e culturalmente riprovevole, condannabile per le numerose implicazioni negative che si ravvedono.
La McDonald’s fa i propri interessi approfittando della perenne penuria di risorse della scuola pubblica (a proposito di “Buona scuola”!) per comprare famiglie, ragazzi, insegnanti e presidi.
E lo fa con l’avallo della Regione e del Governo che, si sa, ha inserito la multinazionale come sponsor nell’EXPO per “nutrire il pianeta”.
Ogni euro speso un punto, 3 punti per le consumazioni all’interno di EXPO in cui è stata lanciata l’iniziativa.
Si tratta di una vera e propria istigazione a disvalori all’interno dell’istituzione pubblica scolastica, preposta all’educazione e formazione culturale delle giovani generazioni ed esercitata, peraltro, sulla fascia di età maggiormente condizionabile, quella della preadolescenza.
Si va dalla promozione del consumismo superfluo e non propriamente salutare, alla pubblicità di una catena di ristorazione, alla diffusione del messaggio distorto che il consumo è un valore vincente; ma ancor più grave è il vulnus nei confronti dell’alimentazione sana e corretta di cui tutti gli educatori si riempiono la bocca da anni, che sta alla base delle scelte all’interno delle mense scolastiche, che viene giustamente e di continuo promossa sui media come fonte primaria di salute e simbolo di buona qualità di vita.
La sana alimentazione è riconosciuta come la medicina preventiva più efficace per migliorare la qualità di vita e risparmiare una montagna di denaro pubblico in spesa sanitaria.
Promuovendo indirettamente il “cibo spazzatura” (definizione ormai radicata e diffusa per definirne la scarsa salubrità) la scuola Dante Alighieri e tutte le altre scuole italiane che hanno aderito, assieme ai genitori (troppi) che hanno lavorato per arrivare a questo risultato, hanno abdicato al proprio ruolo di educatori e hanno sponsorizzato un preciso modello culturale basato sul consumismo sfrenato e su un’alimentazione non proprio sana.
È sin troppo semplice pensare alle alternative che si potevano mettere in campo per aiutare la scuola con la stessa cifra: se ogni famiglia avesse versato direttamente come contributo volontario il costo di un paio di ‘Happy Meal’, si sarebbe arrivati allo stesso risultato senza regalare alla multinazionale 50mila euro a fronte di una donazione di 8mila! E con quella cifra si sarebbe potuto finanziare un bel progetto di educazione alimentare, al posto di materiale didattico e tecnologico che dovrebbe essere già in dotazione alla stessa scuola pubblica, se veramente fosse “Buona scuola”.
Chiediamo conto, infine, della posizione della nostra Amministrazione che, con la presenza dell’assessore Fusari alla premiazione, ha, di fatto, promosso il modello alimentare McDonald’s, pur spendendo ogni anno decine di migliaia di euro di soldi pubblici per il controllo della qualità del cibo nelle mense delle scuole e per la promozione di una dieta sana ed equilibrata.
Movimento 5 Stelle Ferrara

Premiazione dell’IC Dante Alighieri di Ferrara
(Fonte: La Nuova Ferrara)
Condivido pienamente la posizione di Mauro. L’asservimento della scuola al mercato in cambio di tecnologia non ci arricchisce , ma impoverisce sempre di più la nostra cultura, soggiogandola al dominio delle grandi multinazionali.
Sig. Presini,
sono rimasto rammaricato dal comunicato e dal suo articolo poichè sono frutto di prese di posizione dovute alla mancanza di conoscenza di come è nata l’iniziativa.
Gli insegnanti non c’entrano nulla. I genitori hanno iniziato fuori dalla scuola a parlare dell’iniziativa (qualcuno evidentemente lavora presso qualche punto ristoro) ed a chiedere di conservare gli scontrini a coloro che, a prescindere dal concorso, frequentano il mc donald.
Mi chiedo se a Cocomaro di Cona i genitori avessero spontaneamente raccolto gli scontrini senza interessare gli insegnanti si sarebbe offeso, è un reato, avreste rifiutato in consiglio di classe l’iniziativa?
La settimana scorsa una casa editrice di Milano “spacciandosi per “azienda senza frontiere” ha suggerito, facendo lasciare sul banco un opuscolo di acquistare libri la cui parte del ricavato sarebbe andata a “medici senza frontiere”? Questo è giusto. Io ho aderito per scoprire poi che i libri destinati a bambini di 8 anni hanno pagine con termini più adatti a diciottenni che a bambini.
Quindi, la prego, non faccia populismo, esprima la sua posizione politica, da politico qual’è, ma riconosca che non riesce a digerire l’iniziative diverse da quelle “molto vicine” al partito politico di riferimento.
Caro Stefano, la ringrazio per il chiarimento.
So bene che i genitori (in buona fede e nell’intento di aiutare la scuola che soffre per i pochi investimenti) sono disposti a collaborare in maniera fattiva e questo è sicuramente un elemento molto positivo che va riconosciuto; però ci possono essere modi diversi: alcuni li condivido altri no.
Lei mi chiede cosa avrei fatto in una situazione simile e le rispondo che, nel 2012, i genitori della scuola che frequento (di loro spontanea iniziativa) avevano raccolto già molti bollini, facendo la spesa in un noto supermercato della città, che avrebbero aiutato nell’acquisto di materiale tecnologico. Ebbene, in accordo con i colleghi e le colleghe ne abbiamo discusso e abbiamo scelto di scrivere alle famiglie questa breve lettera:
“Il gruppo dei docenti della Scuola Primaria “Bruno Ciari” di Cocomaro di Cona, nell’ultima riunione di martedì scorso, ha discusso delle varie iniziative che alcuni supermercati rivolgono o hanno rivolto alla propria clientela e che hanno come destinatari dei premi le scuole (Coop: La Scuola siamo noi, Conad: Insieme per la Scuola, Despar: Tutti per la scuola). Poiché questo tipo di iniziative richiede il coinvolgimento solo iniziale delle famiglie che si recano a fare la spesa ma poi impegna attivamente la scuola, il gruppo dei docenti, pur rispettando la decisione diversa di altri plessi, ha deciso di non partecipare a tali iniziative. L’eventuale adesione, potendosi configurare come promozione indebita, squalificherebbe il senso educativo del modello di scuola in cui crediamo. Invitiamo pertanto le famiglie a non consegnare i tagliandi legati alle iniziative di cui sopra.”
Non crediamo di essere i buoni e gli altri i cattivi infatti come scrivevo “ciascuno è libero di scegliere che insegnante essere e a quale idea di scuola lavorare” ma caro Stefano, Lei ha ragione perché evidentemente mi conosce bene: io non riesco a digerire iniziative simili non perché siano più o meno vicine alle mie posizioni politiche ma perché credo in una scuola che formi cittadini e non consumatori.
La ringrazio per il contributo.
Salute e saluti, Mauro
Rispondo a Stefano da insegnante alla primaria che concorda pienamente con quanto espresso dal collega e aggiungo che per partecipare a questo genere di “concorsi ” la scuola si deve iscrivere, operazione che può fare solo il dirigente. Non cerchiamo di far passare la cosa come un dono dei genitori perchè così non è. Lo dimostra oltretutto l’incontro iperfotografato con il dirigente, il direttore McDonalds e come se non bastasse l’assessore comunale. Dopodichè gli insegnanti fanno fatica spesso ad opporsi alla pressione congiunta di genitori e dirigente ma se è già brutto raccogliere i punti Conad, Coop o Famila dove comunque si può fare anche una spesa consapevole, è terribile che si raccolgano gli scontrini e i relativi punti Mc Donalds che propone una alimentazione messa sotto accusa dall’OMS ( organizzazione mondiale della sanità), un modello alimentare diseducativo, (il premiuccio Happy meal ) e, come se non bastasse, propone la carne di hamburger per produrre la quale sono stati espropriati immensi territori in Argentina che erano dedicati all’agricoltura di sussistenza per farne pascolo.
Da anni spiego queste cose ai miei allievi e le garantisco che concordano sulla importanza di rigettare questo modello di alimentazione.
Nonostante il detto latino, PECUNIA NON OLET, io insegno che invece il denaro puzza eccome!!
maestro Mauro, qui maestro Flavio da Roma.
condivido in pieno il tuo pensiero e partecipo allo sdegno per l’orrore che suscita una scuola quando aderisce a gare come questa. Sdegno che ho anche espresso direttamente nel mio blog
https://glioplitidiaristotele.wordpress.com/2016/02/03/la-scuola-che-si-vende-al-miglior-offerente/#more-1321
na-no na-no
Maestro Flavio il tuo articolo è efficacissimo. Mi piace molto, come tutti gli altri tuoi del resto. La stima è ricambiatissimo ed il link al blog “Gli opliti di Aristotele” è già nella colonna di sinistra. Chi vuol leggere pensieri di scuola, scritti da chi la scuola la vive direttamente, può farci una visita.
Poi può andare anche qui: http://www.chito.it/it/ e qui: https://issuu.com/rpmcmurphy?utm_source=welcome&utm_campaign=Transactional&utm_medium=email e poi in libreria a cercare i bellissmi libri di Flavia Maracchia.
Ne vale sicuramente la pena, ad esempio per chi crede che si possa partire dalle storie per ragionare insieme ai bambini sulla diversità.
Na-no na-no anche a te, caro Flavio