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foto: Mauro Presini

Ieri Jonah Lomu ha lasciato i campi da rugby per andare a giocare nei Campi Elisi.
Nella sua prima vita è stato l’ala della squadra neozelandese degli All Blacks.
Era alto quasi 2 metri, pesava circa 120 chili e riusciva a correre i 100 metri in meno di 11 secondi.
L’altezza della sua forza, il peso del suo coraggio e la velocità della sua perseveranza gli hanno permesso di diventare uno sportivo immenso ed un essere umano straordinario.

Considerato dai media come la prima vera superstar del rugby, debuttò a soli 19 anni con la maglia della squadra neozelandese degli All Blacks.
Nella Coppa del Mondo svoltasi in Sudafrica nel 1995 aveva 20 anni; segnò ben 7 mete di cui alcune memorabili nella semifinale vinta contro l’Inghilterra (vedi filmato in fondo).
Qualche mese dopo quella Coppa del Mondo, ebbi la fortuna di vederlo da vicino nella partita amichevole che gli All Blacks giocarono contro l’Italia il 28 ottobre 1995 a Bologna.
In quella partita fece due mete incredibili dimostrando ancora una volta la sua potenza straordinaria.

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foto: Mauro Presini

Ero in campo per far fotografie e mi colpirono due cose: la difficoltà nel riprenderlo in corsa a causa della sua velocità ed imprevedibilità e poi la sua generosità, nelle interviste e nel rapporto con le persone, che fu davvero superlativa ed emozionante.
L’anno dopo per lui cominciò una seconda vita a causa di una insufficienza renale grave.
La malattia però non riuscì subito a placcarlo perché Lomu, costretto a smettere dopo un periodo tremendo, riuscì a ricominciare a giocare e addirittura a partecipare alla Coppa del mondo del 1999. Nel 2004 subì un trapianto del rene (avuto grazie ad un amico) e solo nel 2007 smise di giocare a livello professionistico, mentre continuò a livello dilettantistico fino al 2010.
Nel 2012 disse: “Sono veramente fortunato: ho già vissuto in questa vita più di quanto altri facciano in sei o sette.”

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Ieri Jonah Lomu se ne è andato: aveva 40 anni.

Nella sua prima vita è stato l’ala degli All Blacks e, da ieri, è iniziata la sua terza vita: quella di un angelo di nome Jonah che, arrivato in cielo, ha rifiutato le ali perché a volare ci è riuscito benissimo da solo anche in questo mondo.

 

 

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foto: Mauro Presini

Qui una sua intervista rilasciata al Centro Nazionale Trapianti in cui parla della donazione di organi.

Qui sotto un filmato di pochi minuti che ho messo insieme per raccontare Jonah Lomu, in breve, a chi ancora non lo conoscesse.