12096149_1699669846931095_4440275983665123200_nContro l’autoritarismo del governo: la Democrazia è nelle nostre mani!
Siamo convinti che la nostra battaglia non si possa più scindere dall’ambito europeo; il clima di autoritarismo che si è palesato in Grecia, con l’imposizione da parte della troika di una politica, in opposizione alla volontà popolare che si è espressa tramite il NO nel referendum, è del tutto analogo all’atteggiamento che il governo italiano ha avuto nell’approvazione di leggi quali Jobs Act, Sblocca Italia, Italicum e l’attuale riforma del senato.

Il comportamento anti democratico si è potuto toccare con mano nelle modalità con le quali è stata imposta la riforma della “Buona Scuola” e nei contenuti della stessa.
E’ evidente che ogni provvedimento preso dal governo italiano è perfettamente in linea con le politiche di austerità dettate a livello europeo e volte a smantellare quel poco che rimane dello stato sociale.
Questo processo di imposizione dall’alto e sottrazione non solo dei diritti, ma anche degli spazi di attuazione degli stessi, ci spinge a scendere in piazza il 9 ottobre per rivendicare il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini nelle scelte che ogni giorno ricadono in maniera determinante sulle vite di tutti.
In particolare, per quanto riguarda l’iter della Buona Scuola, siamo stati estromessi dai processi decisionali fin dall’inizio della stesura, non ci è stato consentito di ricorrere ai diritti che ci spettano e di coniugarli in azione.
Conseguentemente, così come ci è stato imposto negativamente, ci porremo nei confronti della Buona Scuola; non avendo potuto colpirla a monte, sul versante della discussione, ci proponiamo di colpirla a valle, minando le basi pratiche dell’attuazione all’interno degli istituti tramite pratiche di boicottaggio; ciò sfruttando strumenti quali la rappresentanza e la collaborazione con docenti e personale ATA.

Un’Altra Scuola è possibile
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Il Governo ha creato un modello di scuola verticista e gerarchica che vede nella figura del preside un manager che, analogamente al modello aziendalistico, può imporre un sistema meritocratico basato sulla premialità, in contrasto con ogni principio di cooperazione e solidarietà che devono costituire la vera buona scuola e i valori che essa deve trasmettere ai futuri cittadini.

Crediamo in un sistema scolastico totalmente pubblico e rifiutiamo l’entrata dei privati nelle nostre scuole perché così facendo si creeranno scuole di serie A e scuole di serie B.
Infatti, gli istituti che agli occhi delle imprese territoriali risulteranno più vantaggiosi per i propri fini riceveranno finanziamenti, ai danni di quegli istituti meno “attraenti”, da non appoggiare, e che conseguentemente verranno declassate economicamente. Tale processo darà vita ad una scissione totale tra istruzione d’elite, finanziata, e una di ghetto, “da sopprimere”.
Di conseguenza rifiutiamo anche il modello di alternanza scuola-lavoro, al limite dello sfruttamento di manodopera gratuita.
In opposizione a tutto ciò cercheremo di mettere in pratica “l’Altra Scuola”, una proposta di riforma alternativa, nata dal basso e dibattuta dai liceali di tutto il Paese durante lo scorso autunno di mobilitazione. Ad oggi individuiamo sette priorità per il rilancio della scuola: applicazione del diritto allo studio, alternanza scuola-lavoro finanziata che coniughi competenze con conoscenze, vera autonomia scolastica, finanziamenti reali all’edilizia scolastica, riforma dei cicli, della valutazione e revisione dei programmi e della didattica.

L’unica vera buona scuola è quella gratuita
12049569_1699669820264431_5371723806187525856_nAl giorno d’oggi analizzando la condizione dello studente all’interno del mondo dell’istruzione non può essere considerato come secondario il processo di esclusione di massa che sta avvenendo nelle scuole e nelle università del nostro Paese.
Basta leggere alcuni dati come il tasso di dispersione scolastica (17.5%) e l’innalzamento medio della spesa per i corredi didattici (rincaro del 1.5%) per comprendere che ad oggi la scuola sta diventando sempre di più un lusso e un privilegio per pochi.
L’attuale sistema scolastico, per i suoi costi sempre più elevati, costringe le famiglie a sobbarcarsi sforzi economici che in certi casi costringono addirittura lo studente a ritirarsi dal ciclo di studi anzitempo.
La scuola deve essere un luogo includente e non esclusivo perché la formazione, il sapere e la conoscenza non possono diventare ad appannaggio di un elitè ma devono essere accessibili a tutti quanti indipendentemente dalla condizione economica di partenza della famiglia.
Chiediamo un istruzione gratuita che sappia, tramite una legge nazionale sul diritto allo studio e l’introduzione di un reddito studentesco, garantire e tutelare una formazione equa e alla portata di tutti.
Nella “buona” scuola è prevista una delega in bianco del Governo sul tema del diritto allo studio, ad oggi però non è specificato né il contenuto né il finanziamento. Ancora una volta si prevede un provvedimento che ricadrà direttamente sulla pelle degli studenti senza coinvolgerli minimamente con un azione calata dall’alto senza consultare minimamente il corpo studentesco.

17 Ottobre
12039249_1699669826931097_2942694526760933004_nLa giornata di mobilitazione studentesca è strettamente legata nei contenuti con quella di sabato 17 ottobre che si terrà a Roma.
Intendiamo il tema della povertà come un concetto ampio che comprende una povertà salariale dovuta all’abbassamento dei redditi e alla disoccupazione, una povertà culturale dovuta ai tagli al sistema scolastico e una povertà di dignità dettata dalla restrizione dei diritti e dallo smantellamento del Welfare.
Per questo aderiremo alla manifestazione “Miseria ladra” lanciata da Libera e Coalizione sociale, perché crediamo che l’unica ricetta per uscire dalla crisi sia il finanziamento delle politiche sociali.

#Vogliamopotere
Il 9 ottobre torniamo in piazza perché VOGLIAMO POTERE; nelle scuole, nelle università e nei nostri territori.

Vogliamo poter decidere e incidere sulle scelte che ricadono sul nostro futuro.
Il 9 ottobre gli studenti si riapproprieranno di quegli spazi decisionali che sono stati loro negati, per rielaborare un modello di sviluppo che parta da un modello di scuola incentrato sui reali bisogni di chi la scuola la vive tutti i giorni.

Unione degli studenti Ferrara

Come in tutta Italia, anche a Ferrara venerdì 9 ottobre gli studenti scenderanno in piazza aderendo alla giornata nazionale di mobilitazione studentesca.
“La scuola è di tutti” quindi, insieme agli studenti, sono invitati a scendere in piazza tutti gli insegnanti, il personale, i genitori, i cittadini, le associazioni ed i movimenti che hanno a cuore la difesa della scuola costituzionale.

Il ritrovo è alle ore 9 di venerdì 9 ottobre 2015 a Ferrara in piazzale Dante.
Comunque partecipiate, ci vediamo lì. Mauro

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