
In carcere, per scrivere al computer un numero in una tabella, bisogna metterlo dentro una “cella“. Anche fuori è così, ma lì dentro le parole hanno tutto un altro significato.
In carcere, per spegnere un computer, si clicca sulla scritta: “Arresta il sistema”. Anche fuori è così, ma lì dentro le parole assumono tutto un altro significato.
In carcere, ci sono ragazzi che vogliono “evadere” e a cui piace suonare e “cantare“. Anche fuori è così, ma lì dentro le parole prendono tutto un altro significato.
Avendo insegnato ad usare il computer a gruppi di detenuti, ieri sono stato invitato alla casa circondariale di Ferrara per assistere ad un concerto di due gruppi musicali partecipanti al Ferrara Buskers Festival: Cinque uomini sulla cassa del morto e Les Busiciens.
Entrambi i gruppi sono stati bravi ed hanno portato energia, leggerezza, divertimento e… poi mi fermo qui perché preferisco non dedicare altre parole o immagini a loro.
Non me ne vogliano ma ci pensano già a sufficienza i giornali locali e non, i fotografi veri ed improvvisati e le migliaia di turisti che affollano Ferrara in questi giorni.
Scelgo di confessare che le emozioni più grandi me le hanno regalate i ragazzi detenuti: non solo per l’accoglienza davvero calorosa, ma anche per la bella partecipazione, la passione musicale e la vitalità dimostrate.
In particolare mi ha colpito il gruppo musicale multietnico dei detenuti, coordinato dal regista argentino ormai “ferraresizzato”: Horacio Czertok; hanno suonato con grinta commovente, passione entusiasmante, impegno serissimo e… chissenefrega della tecnica perché, ad una serie di note ben eseguite, ho sempre preferito i suoni imperfetti che riescono a far viaggiare le emozioni.
Nel loro repertorio, fra le altre canzoni ci sono: “All Right now” dei Free, “Every breaking wave” degli U2, “Rebel rebel” di David Bowie e “Proud Mary” dei Creedence Clearwater Revival.

In carcere, il titolo della canzone dei Free “All right now” si traduce con “Adesso va tutto bene” e la traduzione del nome del gruppo è i “Liberi“. Anche fuori è così, ma lì dentro le parole acquistano tutto un altro significato.
Ecco perché essere accolti in carcere sulle note di “All right now” dei Free, suonata a palla, è stata un’emozione davvero unica.
Per dirla meglio, è stato sorprendente arrivare in carcere e trovare i detenuti che hanno scelto di diventare “Liberi” per far sapere cantando che “Adesso, va tutto bene“.
Io non so se “la musica può riuscire a rendere gli uomini liberi“, come diceva Bob Marley e non so neanche se “la musica è Dio che sorride all’uomo” come scriveva non so chi; mi piace però pensare che quando gli uomini, provando a far viaggiare i loro sentimenti con la musica, riescono a trovare la giusta armonia… anche a Dio non rimane altro da fare che cantare, saltare e ballare.
Un ringraziamento sincero a tutti voi, ragazzi, per averci regalato la vostra musica ed una bella mattina. Alla prossima.

Grazie Mauro, hai comunicato efficacemente il clima dell esperienza! A presto Ilaria
Inviato da Samsung Mobile.