Pochi minuti fa, alla Camera, il DdL cosiddetto: “buona scuola” è diventato legge.
Si chiama “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti“.
277 deputati hanno votato a favore, 173 sono stati i contrari, 4 gli astenuti.
A favore hanno votato: Pd, Area popolare (Ncd-Udc), Scelta civica, Pi-Cd, Psi, Minoranze linguistiche.
Contrari: M5s, Forza Italia, Lega, Sel, Alternativa libera, Fratelli d’Italia.
In dissenso dal gruppo Gian Luigi Gigli e Mario Sberna (Pi-Cd) non hanno partecipato al voto.
Carlo Galli (Pd), anche a nome di altri deputati democratici, ha espresso il “NO” al provvedimento.
“NO” anche dal deputato Stefano Fassina (Misto). Filippo Fossati (Pd) ha dichiarato il non voto del ddl.
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Tenendo contro che il numero totale dei deputati è di 630, facendo i dovuti calcoli, 176 deputati hanno fatto un’assenza ingiustificata, direi quasi “strategica”.
Con un po’ di pazienza non sarà difficile verificare, anche alla Camera come al Senato, che l’accordo “renzusconiano” delle larghe intese sta funzionando a meraviglia.
Un facile slogan potrebbe essere: “ Gelmini fa rima con Giannini“.
L’idea di scuola approvata oggi è infatti in perfetta sintonia e continuità con quella dei governi di centro destra.
Meno male che il professor Carlo Galli, esponente PD e noto professore universitario a Bologna, ha fatto questa coraggiosa dichiarazione di voto contraria a quella dei suoi colleghi di partito, che invece si sono genuflessi ad una proposta completamente rifiutata dal mondo della scuola e dai cittadini.
In un paese normale, dove i parlamentari sono rappresentanti del popolo che li ha eletti sulla base di un programma di governo, ciò non sarebbe mai successo.
In un paese all’incontrario, dove certi parlamentari, obbediscono al capo e voltano le spalle alla gente ciò è potuto accadere.
Ha vinto il voto di pochi contro la maggioranza del paese. Hanno vinto ma non hanno convinto.
Per questo motivo la scuola non si ferma e non sarà sicuramente l’estate a fermarci.
Per questo motivo la scuola resiste e non sarà certo il voto di Parlamentari Deprimenti a farci desistere.
RESISTIAMO INSIEME.
Ci vediamo a Roma domenica 12 luglio 2015.
