Il 10 marzo 2015 gli studenti dell’UdS hanno presentato, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, “L’Altra Scuola: la L.I.P. e le scelte prioritarie per costruire una scuola giusta“.
All’iniziativa hanno preso parte parlamentari ed esponenti dei partiti e dei sindacati.
Tra i vari hanno preso parola: Maurizio Landini (Segretario nazionale Fiom Cgil), Domenico Pantaleo (Segretario nazionale Flc Cgil), Nichi Vendola (Presidente nazionale di Sinistra Ecologià e Libertà), Maria Mussini (senatrice del gruppo misto), Andrea Ranieri (PD), Silvia Chimienti (deputata Movimento Cinque Stelle), Alessia Petraglia (senatrice Sinistra Ecologia e Libertà), Angela Nava (presidente Coordinamento Genitori Democratici), Stefano D’Errico (Segretario nazionale Unicobas), Marina Boscaino (Comitato per la riproposizione della Legge d’Iniziativa Popolare per la Buona Scuola per la Repubblica).
Intanto si moltiplicano le piazze dei cortei studenteschi che si terranno il 12 marzo, lo stesso giorno del Consiglio dei Ministri nel quale il Governo presenterà il ddl sulla scuola.
“Il Governo ha spostato nuovamente la presentazione del ddl perché è confuso.
Noi invece abbiamo le idee chiare e vogliamo sfidarli sul piano delle proposte perché le loro vanno fuori strada rispetto alle reali esigenze del Paese e delle componenti che animano i luoghi della formazione – dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti.
Non ci limitiamo a richiedere il ritiro del progetto del Governo, ma stiamo costruendo un’altra idea di scuola cercando di aggregare attorno a questa il più vasto mondo di forze politiche, sociali e sindacali che non si riconoscono nell’idea di scuola del Governo. Oggi la conferenza ha visto una nutrita partecipazione, a confermare la necessità di un’unione delle forza che oggi ci tengono realmente alla costruzione di una scuola pubblica, laica, inclusiva e gratuita.”
“Negli ultimi mesi di mobilitazione abbiamo costruito un documento di priorità senza le quali pensiamo non si possa rilanciare la scuola pubblica italiana – continua Lampis.
Abbiamo individuato sette capitoli di priorità per ripensare la scuola: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione; un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; finanziamenti per il rilancio dell’autonomia scolastica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell’autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica”.
“Chiediamo a gran voce che oltre alle priorità si ponga in discussione la Legge d’Iniziativa Popolare sulla scuola ripresentata ad agosto perché, se implementata, potrebbe costituire un grande punto di partenza per la definizione di una scuola inclusiva, laica e democratica – conclude l’UdS.
L’UdS per il 12 marzo ha convocato una nuova giornata di mobilitazione nazionale studentesca con cortei e azioni in tante città italiane.
Qui il documento presentato: http://goo.gl/QCzJMS
Qui il sito della LIP: adotta.lipscuola.it
Qui il video completo della conferenza stampa: http://webtv.camera.it/archivio?id=7636&position=0
Di seguito gli interventi delle personalità invitate
Maurizio Landini (FIOM)
Nichi Vendola (SEL)
Domenico Pantaleo (Flc Cgil)
Maria Mussini (Gruppo Misto)
Marina Boscaino (Comitato per la riproposizione della Legge d’Iniziativa Popolare per la Buona Scuola per la Repubblica)
Silvia Chimienti (Movimento 5 Stelle)
Alessia Petraglia (SEL)
Angela Nava (Coordinamento Genitori Democratici)
Andrea Ranieri (PD)
Stefano D’Errico (UNICOBAS)
Aggiungo infine gli interventi di Danilo, Martina, Giacomo e Ilaria dell’esecutivo nazionale UdS
Danilo Lampis (UdS)
Martina Carpani (UdS)
Giacomo Zolezzi (UdS)
Ilaria Iapadre (UdS)
ti posto qui quello che sto scrivendo in giro:Mi chiamo Rita Rondinelli e sono un’insegnante di ruolo nella scuola secondaria di 1 grado, classe di Lettere ma da 23 anni su posto di sostegno.
Trovo abominevoli molti aspetti della proposta di riforma che il governo chiama la BUONA SCUOLA.
Trovo antidemocratica la sbandierata modalità di condivisione: consultazione online a risposte chiuse, senza possibilità di alternative e incontri sul territorio rigorosamente a porte chiuse e ad invito. Queste mi paiono modalità alquanto antidemocratiche e vorrei conoscere il parere di un esperto in statistica circa il tipo di questionario usato e l’elaborazione dei dati!
Posso poi permettermi di dire che una riforma della scuola va fatta da chi la scuola la fa (e un rettore non è esattamente dentro la scuola e i sottosegretari scelti sono un insulto pesante alla categoria dei docenti) e la conosce. “Purtroppo” la conosce aggiungerei perché non c’è nulla da stare allegri.
Prima di esprimere alcuni pareri personali (ma non tanto se ci si aggira sui social network!) su questa riforma pensata da esterni, una domanda: dove sono finiti gli sbandierati fondi per l’edilizia scolastica? Sento dire anche dai DS che non si è vista la prima tranche, figuriamoci la seconda!
E poi? Qualcuno ha mai quantificato il costo del totalmente inutile (serve solo alle case editrici che stampano i libretti per la preparazione e ai signori che scelgono i test spesso conditi di errori/orrori e che NOI dobbiamo correggere gratis perché loro ci facciano un paio di conti… mentre -mi pare- si trovano elegantemente alloggiati in un’antica e prestigiosa dimora in Toscana e suppongo profumatamente pagati) e tecnicamente scorretto (si teorizza tanto sulla didattica personalizzata, i BES, i DSA e i disabili e poi si fa una tabula rasa con test assurdi e inutili dove vale l’uniformità per tutti o l’esclusione: ma che modalità è???) INVALSIFICIO? Lo Stato risparmi quei soldi e li ributti nella scuola non sulla scuola come la solita spada di Damocle!
Comunque due soli (tra i tanti) orrori della riforma che mi rifiuto di chiamare “buona scuola”:
1) i DS chiameranno direttamente gli insegnanti alla loro corte? Ma per favore! Il mio DS è un ex-maestro alla pensione con un IC di 10 plessi: non ci conosce nemmeno tutti, potrà avere competenze disciplinari in qualche materia ma non sarà di certo un tuttologo, è umano, ama il quieto vivere e gli sfuggono un’infinità di cose grandi e piccole. Lui mi dovrebbe valutare? Lui e il suo entourage?
Ma perché?
2) E poi su quali basi mi dovrebbe valutare? Devo aspettare il mio indice di gradimento? Scherziamo? Sono seria e impegnata ma non viaggio chinata e dopo anni di FS ho detto no per principio. Parto da un malus perché mi sono rotta di lavorare come un cane gratis?
Accetto di essere valutata solo su elementi oggettivi (ad es. La formazione).
Ancora: provate a vivere la scuola (la fascia delle medie credo, da insegnante e da madre, sia terrificante) di tutti i giorni tra handicap e dsa (spesso NON diagnosticati soprattutto i disabili che costano!), BES, pdp, Pes, psp, pei, PDf.
Si è parlato di Classi – pollaio? La legge c’è già, basta applicarla e non disattenderla per risparmiare: la legge dice non più di 20 alunni per classe in presenza di un alunno disabile! Noi abbiamo classi fino a 29 alunni anche con più disabili certificati, dea diagnosticati (e non), bes a volontà, ecc. ecc.
Lo dico da tanto: SONO STATE ABOLITE con la legge 517 LE CLASSI DIFFERENZIALI E ORA ABBIAMO LA SCUOLA DIFFERENZIALE! I due o tre “meritevoli” soccombono, non hanno alcuna possibilità di essere gratificati, sostenuti perché gli insegnanti non li hanno ancora fatti uni e trini!
Ed è anche ora di ridare dignità agli insegnati di fronte ai genitori e alla società intera che crede ancora alla favola che si lavora solo 18 ore alla settimana. Il mio DS è in presidenza praticamente solo per ricevere le invettive delle famiglie che senza più regole educative pensano che la scuola sia una giungla dove portare a razzolare i propri figlioli.
Ed è ora di iniziare a considerare seriamente la sindrome da Burn out e magari leggere qualche studio serio al riguardo (sempre se non è troppo disturbo tra una gabella e l’altra, un’imposizione e l’altra, una trovata pubblicitaria e l’altra).
Ed è ora di mettere mano ai portafogli dei politici indifendibili per equiparare i nostri stipendi miserabili a quelli dei docenti europei (esattamente come dovrebbero fare i politici fare con i LORO stipendi e i LORO privilegi: EQUIPARATI).
Ed è ora di assegnare il MPI (ministro e sottosegretari) ad una persona capace e credibile: anche questo sarebbe segno di rispetto nei NOSTRI confronti.
Ci sarebbe altro da dire ma spero sarete invasi di lettere di proteste e di altro.
I politici e il governo riveda i criteri di democrazia e studi un po’ di storia (diciamo almeno un bignami della Rivoluzione Francese) e inizi a guardarsi attorno!
Rita Rondinelli