faraoneVenerdì 13 febbraio 2015 il sottosegretario all’istruzione Davide Faraone ha partecipato alla trasmissione radiofonica Fahrenheit per parlare di scuola e di valutazione.
Chisà se era una puntata prevista oppure è stata costruita per compensare quella che i “renzusconiani” hanno definito una insolita puntata di Presa Diretta che, domenica scorsa, ha demolito “La Buona Scuola”?
Non ho sospetti su Fahreinheit, è una buona trasmissione ma, viste le reazioni stizzite di parte del PD dopo l’ottima inchiesta di Riccardo Iacona, mi è scappato da pensarlo.
Quello che in sintesi ha detto il sottosegretario Faraone ho provato a riportarlo fedelmente in pochi minuti sul video allegato (lui ha detto anche altre cose ma queste mi sono sembrate le più concrete).
Il dato più allarmante che ravviso, oltre a tutte le caratteristiche negative della buona scuola già segnalate, sta nel modo in cui il governo ha intenzione di procedere: per decreto!!!
In pratica il messaggio che il governo Renzi intende dare, agendo in tal modo, è:
Non mi interessa la discussione nelle commissioni.
Non mi interessa il confronto parlamentare.
Non mi interessa il percorso democratico.
Non mi interessate voi.
Facciamo quel che ci pare.
In altri contesti questo modo di procedere, sommato anche alle recentissime vicissitudini parlamentari, può venir definito “golpe” costituzionale, visto che si riferisce ad un governo che esercita il potere in modo anticostituzionale.
Non credo proprio ci sia da rimanere a guardare incantati, facendosi ancora confondere dalla retorica del buon rottamatore.
La situazione per la nostra scuola è grave e siamo tutti coinvolti!!!
Faccio notare agli indecisi che il sottosegretario Faraone non ha annunciato maggiori investimenti dello Stato nell’istruzione pubblica, non ha parlato di rinnovare i contratti del personale bloccati da diversi anni, non ha parlato di aumento delle classi a tempo pieno (tanto sbandierato prima), ha finto di non conoscere la “Buona Scuola” quando si è parlato del contributo dei privati, ha confermato la valutazione degli insegnanti sulla base di criteri fumosi ed in presenza di una miscela esplosiva di valutatori, non considera tutti gli insegnanti  referenti del processo di integrazione degli alunni con disabilità contribuendo al rafforzamento di una delega controproducente al solo docente di sostegno, non si è preoccupato della competitività e della conflittualità che si scatenerà a scuola.
In pratica non ha fatto un discorso sul sistema scuola ma sull’azienda scuola e nell’azienda non ci sono studenti ma clienti, non ci sono docenti e personale Ata ma dipendenti, non ci sono finalità costituzionali ma riduzione delle spese e profitti da ricavare.
A buon indignator, poche parole: La Buona Scuola? #MeglioLaLip