DeMauroSul sito di Panorama c’è un sondaggio: Vi piace la riforma della scuola di Renzi?
Nei primi giorni la percentuale dei NO era quasi al 90% poi evidentemente le truppe del “Presidente rottamatore” sono state invitate a scendere in campo per il SÌ (che attualmente, guarda caso, è al 51%).

Il mio invito, naturalmente, è di dedicare qualche secondo per rispondere un bel NO al sondaggio. Sullo stesso sito c’è un’intervista a Tullio De Mauro, grande linguista ed ex Ministro alla Pubblica Istruzione (aprile 2000- giugno 2001), che sarà a Ferrara nel primo fine settimana di ottobre per il Festival di Internazionale.
Ho scelto solo alcune parti molto significative (visto che la riproduzione intera è riservata) che qui riporto.
Le piace la “Buona scuola” del governo?
«Mi sembra vaga. Quali risorse? Quali tempi? Ho l’impressione che sia un passo nel vuoto».
Renzi riuscirà a riformare la scuola?
«C’è sicuramente più comprensione rispetto al passato, ma si deve capire dove e come riformare. Antonio Ruberti, ex ministro della Pubblica Istruzione, usava la formula “suscitare attese”, annunciare cose che non si possono realizzare.
Ho questa stessa impressione leggendo la “Buona Scuola”. Sono buoni annunci, ma vengono ignorati i meccanismi di realizzazione».

Si possono assumere 148 mila precari in un anno?
«No, è fuori dalla realtà per ragioni finanziarie. Non si sa dove possano essere recuperati nel bilancio del 2015». 
Basta un riconoscimento di 60 euro per motivare i nostri professori?
«Da ministro feci avere un aumento di 100 euro. L’Ocse dice che c’è una relazione tra retribuzione economica e produttività. Il deprezzamento finanziario attrae solo santi missionari».
La convince il sistema di valutazione degli insegnanti?
«Mi lascia perplesso così come la parte che riguarda i presidi».
L’inglese della “Buona scuola” sarà sempre quello di Nando Mericoni, (ndr. personaggio interpretato da Alberto Sordi) americano che parla come i sonetti del Belli?
«Nel piano del governo si dice che bisogna studiare più lingue straniere, ma gli insegnanti alle elementari non ci sono. Manca la competenza. Si è provato a formare docenti d’inglese con 50 ore, purtroppo non è così che si impara a insegnare».
L’inglese di Renzi è l’ultima polverosità della politica?
«Utilizzato in quel modo è inutile, ma ci fa sentire più sicuri, ci veste di internazionalità a buon mercato. Non è altro che il latino usato dall’Azzeccagarbugli con Renzo. Chi sa parlare davvero l’inglese ha imbarazzo a parlarlo».
Nella “Buona scuola” c’è il diluvio dell’inglese, l’alluvione dello slang manageriale: comfort zone, problem solving, design challenge, digital divide, gamification, nudging, digital makers, hackathon, la nuova antilingua che imbroglia ma non spiega. I neologismi illuminano o oscurano?
«Credo che il nostro premier ricorra ai neologismi perché gli mancano le parole o non vuole usare le parole giuste».
È la supplentite la sciagura della scuola?
«La sciagura non sono i supplenti, ma i vecchi programmi, l’aggiornamento, i bassi stipendi, la confusione amministrativa».
Perché la scuola è irriformabile?
«Non si è mai riuscita a riformare perché la classe politica, imprenditoriale ha sempre nutrito una diffidenza verso l’istruzione. Queste classi non amano la crescita del livello d’istruzione. Norvegia e Finlandia erano paesi poveri ma hanno puntato sull’istruzione a partire dalla bellezza degli edifici. Qui gli unici edifici di valore sono quelli di Reggio Emilia e Ferrara».
Non sono le stesse parole di Renzi?
«Giuseppe Bottai che era un razzista, ma un grande ministro, per i primi sei mesi preferì ispezionare le scuole senza nessun preavviso. Questo significa andare a vedere seriamente le scuole».
Il primo giorno di scuola con i ministri è stato solo passerella?
«No. E anche se fosse, meglio questa passerella che Porta a Porta».
Le riforme si condividono?
«In Francia è stata fatta una consultazione sulla scuola, ma vennero prima formulate le domande. È stato un metodo serio. La consultazione di Renzi non mi sembra seria».
Detesta la velocità?
«La politica deve essere veloce, ma la velocità è diversa dalla fretta. C’è la voglia di accelerare di affrettarsi per poter spendere eventualmente questi provvedimenti in una competizione elettorale».

A proposito di consultare, nei giorni scorsi il Governo ha diffuso le sue linee guida per “La Buona scuola” e lanciato una consultazione pubblica telematica.
Riporto il Comunicato di Adotta la LIP.
LIP“I limiti e i rischi di questa forma di partecipazione sono evidenti.
Si tratta di un’operazione populista e poco trasparente, che non dà alcuna garanzia sull’autenticità dei risultati che verranno diffusi.
A chi comunque intende partecipare alla consultazione del Governo facciamo questa proposta: utilizza lo spazio “commento rapido” per fare riferimento alla Lip, ai suoi contenuti, ai suoi principi, chiedendo al contempo che venga messa in discussione in Parlamento. O ancora più semplicemente​ scrivi:
#megliolalip
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00801606.pdf
Prima di inviare il commento copialo e scrivi un post su:
​https://www.facebook.com/adottalalipscuola
​o invialo a: info@lipscuola.it così noi lo pubblicheremo su: http://adotta.lipscuola.it/
In questo modo potremo dire la nostra, ma al tempo stesso averne una traccia sulle nostre pagine. E potremo far sapere a Renzi che è #MeglioLaLip e che vogliamo, come da Costituzione, che le riforme vengano dibattute in Parlamento.
Aggiungiamo una lacrima di trasparenza ad una consultazione che viceversa resterà completamente cieca! adotta.lipscuola.it
Comunque la pensiate è bene sapere che è #MeglioLaLip perché è di buona Costituzione!!!

bannerLIP