razzi-atlante-italia-1906Il 12 giugno scorso, a Roma, stavamo parlando fra di noi mentre aspettavamo che arrivasse l’ora per entrare alla sala stampa e presentare la legge di iniziativa popolare per una buona scuola della Repubblica.
Ad un certo punto dalla porta laterale di Montecitorio sono uscite due persone.
La seconda delle due era inconfondibile per la sua silhouette, per il suo ciuffo argentato, per i suoi baffi e per il suo modo di fare “naif”. 

Non mi è sembrato vero di poter incontrare proprio quel giorno, proprio quella persona. 
Mi è venuto spontaneo andare all’inseguimento, fermarlo e chiedergli di poter scattare una fotografia.
Per un attimo mi sono chiesto se lui fosse davvero lui oppure la caricatura che di lui fa un comico famoso.
Non ho avuto dubbi quando, dopo essersi “bevuta” la mia spudorata bugia mi ha pure allungato la mano per stringermela.
AntonioRazziPer un attimo ho avuto paura, poi mi sono tranquillizzato pensando che non mi trovavo in presenza di uno fra i tanti rettili presenti in politica (caimani, pitonesse, vipere, serpi, camaleonti) ma avevo l’impressione di avere di fronte un grosso crostaceo caratterizzato da un carapace cangiante con il mutare della direzione dei raggi solari (ex Italia dei Valori, Noi Sud, Iniziativa Responsabile, Popolo della Libertà e ora Forza Italia) e da un paio di appendici sopraboccali dette “mustacchi fagocitatori” che hanno la funzione di pre-digerire il bene pubblico metabolizzandolo in interesse privato.
Ripensandolo adesso e pensando a tutti quei deputati e senatori che Potrebbero Darci una mano per ripresentare la legge di iniziativa popolare per una buona scuola della Repubblica, è come se il senatore Antonio Razzi, a modo suo, con quello sguardo mi avesse detto: “Te lo dico da amico, fatti i commi tuoi!” cioè scordati di trovare qui dentro qualcuno che ti possa dare una mano perché, la maggior parte di questi, si fanno “i commi loro”.
Io continuo a sperare che non sia del tutto così ma penso che il senatore Razzi, incarnando in maniera caricaturale la figura del politico che si interessa del bene pubblico per interesse privato, sia funzionale ad un sistema.
Infatti accetta il ruolo di chi ammette di farsi i propri interessi ma, contemporaneamente, assume la veste del “difettoso ma sincero” e, di conseguenza, attira su di sé le critiche “pietisticamente benevole” come un parafulmine .
In tal modo risparmia tanti altri che, comportandosi come lui, hanno bisogno di una maschera protettiva più seria e spessa.
Mi chiedo infatti: quanti altri, in maniera meno caricaturale, sono interessati prima ai propri interessi poi agli interessi pubblici?
Quanti altri avranno il coraggio di farsi i “commi nostri“?
Quanti altri, senza essere “bravehearts“, riusciranno a considerare giusta la sola discussione in Commissione prima e poi nel Parlamento della legge popolare sulla buona scuola della Repubblica?
In quanti siano questi uni e questi altri io non lo so ma di una cosa ho paura… che alla fine rimangano, sempre e comunque, solo R…azzi nostri.