AnpiMauroPresiniASe l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia esprime in un comunicato, chiarissimo e durissimo, le proprie preoccupazioni rispetto al percorso del governo, che giudica non in linea con quella che dovrebbe essere la normalità democratica, ed organizza per martedì 29 aprile a Roma, al Teatro Eliseo, dalle ore 16:30, una manifestazione pubblica sul progetto di riforma costituzionale ed elettorale all’esame del Parlamento a cui invita calorosamente tutti gli antifascisti ed i democratici, vuol dire che il rischio di andare “verso una svolta autoritaria” è consistente.
Tutti coloro che sono interessati a partecipare alla manifestazione di Roma possono segnalare la propria disponibilità al presidente provinciale ANPI: Daniele Civolani.
Tutti coloro che sono interessati a procedere verso una svolta democratica e a conoscere il pensiero dell’ANPI nazionale possono continuare a leggere il documento manifesto del 29 aprile.

Il  Comitato  nazionale  dell’ANPI  rileva  che:
–  l’indirizzo  che  si  sta  assumendo  nella  politica  governativa  in  tema  di  riforme  e  di  politica  istituzionale  non  appare  corrispondente  a  quella  che  dovrebbe  essere  la  normalità  democratica;
–  si  sta  privilegiando  il  tema  della  governabilità  (pur  rilevante)  rispetto  a  quello  della  rappresentanza  (che  è  di  fondamentale  e  imprescindibile  importanza)
–  si  continua  nel  cammino  –  anomalo  –  già  intrapreso  da  tempo,  per  cui  è  il  Governo  che  assume  l’iniziativa  in  tema  di  riforme  costituzionali  e  pretende  di  dettare  indirizzi  e  tempi  al  Parlamento;
–  un  rinnovamento  della  politica  e  delle  istituzioni  è  essenziale  per  il  nostro  Paese,  come  già  rilevato  nel  documento  dell’ANPI  del  12  marzo  2014;
–  sono  certamente  necessari  aggiustamenti  anche  del  sistema  parlamentare,  così  come  definito  dalla  Costituzione,  rispettando  peraltro  non  solo  la  linea  fondamentale  perseguita  dal  legislatore  costituente,  ma  anche  le  esigenze  di  centralità  del  Parlamento,  della  rappresentanza  dei  cittadini,  del  controllo  sull’attività  dell’Esecutivo,  delle  aziende  e  degli  enti  pubblici,  in  ogni  loro  forma  e  manifestazione;
Vaccinanpi–  in  questo  contesto,  è  giusto  superare  innanzitutto  il  cosiddetto  bicameralismo  “perfetto”,  fondato  su  un  identico  lavoro  delle  due  Camere  e  quindi,  alla  lunga,  foriero  anche  di  lungaggini  e  difficoltà  del  procedimento  legislativo;  ma  occorre  farlo  mantenendo  appieno  la  sovranità  popolare,  così  come  espressa  fin  dall’art.  1  della  Costituzione  e  garantendo  una  rappresentanza  vera  ed  effettiva  dei  cittadini,  nelle  forme  più  dirette;
–  il  Senato,  dunque,  non  va  “abolito”così  come  non  va  eliminata  l’elezione  da  parte  dei  cittadini  della  parte  maggiore  dei  suoi  componenti;  possono  essere  individuate  anche  forme  di  rappresentanza  di  altri  interessi,  nel  Senato,  come  quelli  delle  autonomie  locali,  della  cultura,  dei  saperi,  della  scienza;  ma  in  forme  tali  da  non  alterare  il  delicato  equilibrio  delle  funzioni  e  della  rappresentanza;
–  la  maggior  parte  dell’attività  legislativa  può  ben  essere  assegnata  alla  Camera,  così  come  il  voto  di  fiducia  al  Governo;  ma  individuando  nel  contempo  forme  di  partecipazione  e  tipi  di  intervento  da  parte  del  Senato,  così  come  previsto  in  molti  dei  modelli  già  esistenti  in  altri  Paesi;
  in  nessun  modo  il  Senato  può  essere  escluso  da  alcune  leggi  di  carattere  istituzionale,  nonché  dalla  partecipazione  alla  formazione  del  bilancio,  che  è  lo  strumento  fondamentale  e  politico  dell’azione  istituzionale  e  dei  suoi  indirizzi  anche  con  riferimento  alle  attività  di  Autonomia  e  Regioni;
–  tutto  questo  può  essere  realizzato  agevolmente,  anche  con  una  consistente  riduzione  di  spese,  non  solo  unificando  la  gran  parte  dei  servizi  delle  due  Camere,  ma  anche  riducendo  il  numero  dei  parlamentari,  sia  della  Camera  che  del  Senato,  vista  l’opportunità  offerta  dalla  differenziazione  delle  funzioni;
–  bisogna  anche  dire  che  concentrare  tutti  i  poteri  su  una  sola  Camera,  per  di  più  composta  anche  col  premio  di  maggioranza,  lasciando  altri  compiti  minori  ad  un  organismo  non  elettivo,  con  una  composizione  spuria  e  fortemente  discutibile  ed  obiettivi  e  funzioni  altrettanto  oscure,  non  appare  rispondente  affatto  al  disegno  costituzionale,  dotato  di  una  sua  intima  coerenza  proprio  perché  fatto  di  poteri  e  contropoteri  e  di  equilibri  estremamente  delicati;  un  disegno  che  in  qualche  aspetto  può  –  e  deve  –  essere  aggiornato,  ma  non  fino  al  punto  di  stravolgere  quello  originario.
Queste  sembrano,  all’ANPI,  le  linee  fondamentali  di  un  cambiamento  democratico  delle  istituzioni,  che  esalti  il  ruolo  del  Parlamento,  rafforzi  la  rappresentanza  dei  cittadini  in  tutte  le  sue  espressioni,  ed  assegni  ad  ognuna  di  esse  il  ruolo  che  le  compete  secondo  gli  orientamenti  generali  della  Carta  Costituzionale  e  le  esigenze  della  democrazia,  da  perseguire  con  economicità  di  spesa  ed  efficienza  dei  risultati.
Appare,  altresì,  pacifico  che  deve  essere  riformato  il  titolo  V  della  Costituzione,  procedendo  ad  una  più  razionale  ripartizione  delle  competenze  tra  Stato  e  Regioni,  che  elimini  ragioni  di  conflitto  e  consenta  agli  organi  centrali  dello  Stato  di  esprimere  una  legislazione  di  pieno  indirizzo  su  materie  fondamentali  per  tutto  il  territorio;  definisca  compiutamente  e  definitivamente  il  ruolo  delle  Regioni,  a  loro  volta  bisognose  di  riforme  sulla  base  dell’esperienza  realizzata  dal  1970  ad  oggi,  che  spesso  le  ha  viste  diventare  altri  organismi  di  centralizzazione  dei  poteri  e  le  riconduca  a  funzioni  di  indirizzo  e  controllo  e  non  di  gestione;  nonché  precisi  in  modo  conclusivo  tutta  la  materia  delle  Province  e  degli  enti  intermedi,  finora  risolta  con  provvedimenti  parziali  che  non  sembrano  corrispondere  ad  esigenze  di  effettiva  razionalità  e  di  contenimento  delle  spese.
Partigiani-sempre-magliettaTutto  questo  richiederà  tempi  più  adeguati,  escluderà  la  fretta,  rispondente,  piuttosto  che  ad  esigenze  razionali,  ad  altro  tipo  di  logiche;  ma  dovrà  essere  affrontato  senza  tergiversazioni  e  senza  inopinati  stravolgimenti  dei  metodi  e  degli  stessi  contenuti.  Se  è  giusto  porre  rimedio  ad  alcune  incongruenze  strutturali  rivelate  dall’esperienza,  l’obiettivo  deve  essere  quello  di  farlo  con  saggezza  e  ponderazione,  ed  anche  con  le  competenze  necessarie,  sempre  preferibili  alla  improvvisazione  ed  all’incoerenza  di  una  fretta  dettata  da  ragioni  molto  lontane  dal  rispetto  con  cui  si  devono  affrontare  serie  riforme  costituzionali.
Ci  sono,  sul  tappeto,  diverse  proposte;  altre  sono  fornite  dall’esperienza  giuridica  e  politica  di  altri  Paesi;  le  si  esamini  senza  pregiudizi  e  insofferenze  ed  ascoltando  pareri  e  proposte  che  possono  contribuire  al  miglior  esito  delle  riforme.
E  si  approfitti  dell’occasione  per  un  ripensamento  della  legge  elettorale,  che  così  come  approvata  da  un  ramo  del  Parlamento,  non  risponde  alle  esigenze  di  una  vera  rappresentanza  e  di  democrazia  e  soprattutto  contraddice,  oltre  alle  attese  di  gran  parte  dei  cittadini,  le  stesse  indicazioni  della  Corte  Costituzionale.
Infine,  l’occasione  non  appare  idonea  per  raccogliere  l’antica  esigenza,  manifestata  da  altri  Governi  e  sempre  respinta,  di  un  rafforzamento  dell’esecutivo  e  del  suo  Presidente,  che  vada  a  scapito  della  funzione  e  del  ruolo  del  Parlamento,  al  quale  il  Governo  può  indicare  priorità,  come  è  suo  diritto,  ma  non  imporre  scadenze  e  calendari  privilegiati  rispetto  a  qualunque  autonoma  iniziativa  del  Parlamento.
Su  tutti  questi  temi,  l’ANPI  è  pronta  a  discutere  e  confrontarsi,  ma  prima  di  ogni  altra  cosa,  intende  informare  i  cittadini,  perché  sappiano  qual  è  la  reale  posta  in  gioco  e  capiscano  che  questa  Associazione,  che  si  rifà  a  valori  fondamentali  e  in  essi  trova  la  sua  forza  e  la  sua  autorevolezza,  intende  esercitare  non  solo  la  sua  funzione  critica,  ma  anche  la  sua  capacità  propositiva,  nel  rispetto  assoluto  del  suo  ruolo  e  della  sua  autonomia.
Quando  si  tratta  di  difendere  valori  che  si  richiamano  alla  Costituzione  ed  alla  democrazia,  oltreché  ai  diritti  di  fondo  in  cui  si  esprime  la  sovranità  popolare,  l’ANPI  non  può  che  essere  in  campo,  non  per  conservare,  ma  per  innovare,  restando  però  sempre  ancorata  ai  valori  ed  ai  princìpi  della  Costituzione.
Questa  non  è  l’ora  della  obbedienza  ai  diktat,  ma  è  quella  della  mobilitazione,  a  cui  chiamiamo  tutti  i  cittadini,  per  fare  ciò  che  occorre  con  la  dovuta  ponderazione  e  col  rispetto  e  la  salvaguardia  degli  interessi  fondamentali  dei  cittadini,  che  certo  aspirano  ad  un  rinnovamento,  ma  in  un  contesto  equilibrato  e  democratico,  corrispondente  alle  linee  coerenti  e  chiaramente  definite  dalla  Costituzione  repubblicana.

Aprile  2014

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