giornata_mondiale_sindrome_downIl 21 marzo è la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down.
L’evento è stato proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2011, quando cioè l’ONU ha invitato tutti gli Stati Membri, a partire dall’anno successivo, ad osservare appunto questa giornata per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla sindrome di Down.
Lo scopo è quello di diffondere una maggiore consapevolezza e conoscenza sulla sindrome di Down, creare una nuova cultura della diversità e promuovere il rispetto e l’inclusione sociale di tutte le persone con sindrome di Down.
La scelta della data 21/3 è significativa: la sindrome di Down, detta anche trisomia 21, è la più comune anomalia cromosomica nell’uomo, causata dalla presenza di tutta o di una parte di una terza copia del cromosoma 21.
Il tema scelto quest’anno per la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down, è quello del benessere, che per le persone con disabilità vuol dire innanzitutto integrazione nella società e in particolar modo nel mondo della scuola e del lavoro.
In Italia, il CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) celebrerà l’evento attraverso Dear Future Mom (“Cara futura mamma”), una campagna di sensibilizzazione voluta per sottolineare anche il diritto di essere felici.
Si tratta esattamente di un progetto internazionale, di cui CoorDown è capofila, e al quale fanno riferimento dieci Associazioni di nove diversi Paesi (Croazia, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Nuova Zelanda, Russia, Spagna e Stati Uniti).
coordown-giornata-mondiale-21-marzo-2014-ines-dear-future-momPer il terzo anno consecutivo, poi, a fianco del Coordinamento vi è la nota agenzia di pubblicità Saatchi&Saatchi – entrambi già protagonisti insieme di quella fortunata campagna che arrivò addirittura ad aggiudicarsi ben sette Leoni d’Oro al Festival Internazionale della Creatività di Cannes – che è dietro alla produzione del breve film intitolato appunto Dear Future Mom, diretto da Luca Lucini, apprezzato autore cinematografico e pubblicitario, che è riuscito, con grande sensibilità, a cogliere le aspirazioni e le grandi potenzialità dei ragazzi e delle ragazze che hanno partecipato (Alessia, Emma, Lena, Mila, Andrea P., Andrea F. e Andrea R. dall’Italia; Ines, Romain e Segolene dalla Francia; Maria e Nico dalla Spagna; Sarah dall’Inghilterra; Anamarija e Zdravko dalla Croazia).
L’idea creativa è nata dalla domanda posta a CoorDown da una mamma preoccupata, in attesa di un figlio con sindrome di Down: «Che tipo di vita potrà avere mio figlio?». A rispondere a lei, e a tante altre mamme, nel cortometraggio Dear Future Mom, sono diversi bambini, adolescenti e adulti con sindrome di Down, provenienti da tutta Europa, che le spiegano perché la vita di suo figlio potrà essere felice, proprio come la loro: potrà infatti imparare a scrivere, viaggiare, andare allo stadio, guadagnare dei soldi, portarla a cena fuori, andare a vivere da solo. «Alcune volte – dicono – sarà molto difficile, quasi impossibile, ma in fondo non sono le stesse difficoltà che affronta ogni giorno qualsiasi mamma?».
La felicità di un genitore, quindi, passa attraverso la felicità dei figli, ma – ed è questo uno dei messaggi centrali della campagna – il benessere di un figlio con sindrome di Down dipende anche dall’inclusione nella società e dalla possibilità di esercitare i propri diritti,tramite una scuola di qualità, il giusto numero di ore di sostegno, i necessari interventi riabilitativi precoci e l’opportunità di trovare un lavoro, come chiunque altro.