behind-the-doorA chi l’ha visto ed ascoltato, nel 1980, aprire i concerti di Bob Marley a Milano e a Torino...
A chi l’ha ascoltato nei dischi di Edoardo Bennato...
A chi l’ha visto ed ascoltato nel film-documentario: Mississippi Blues di Bertrand Tavernier…
A chi se lo ricorda nei concerti al Parco Lambro…
A chi l’ha ascoltato nella colonna sonora dei film di Gabriele Salvatore: Marrakech Express e Turné…
A chi l’ha potuto apprezzare in concerto, magari in quelli del Pistoia Blues Festival...
E soprattutto…
A chi non ha mai ascoltato uno dei più preparati, umili ed emozionanti musicisti bues italiani.


L’ultimo disco di Roberto Ciotti si intitola “Equilibrio precario” ed in un post del 18 settembre scorso su Facebook lui stesso scriveva: “avevo scritto equilibrio precario come sfogo 2 anni fa ed è sempre più presente ..quando cambia?? non abbiamo più tempo cambiamo noi..
Immagino che il grande Rev. Blind Gary Davis lo abbia accolto, cantandogli: “Death don’t have no mercy in this land” ma che poi lui, insieme ai grandi, stia già partecipando ad una meravigliosa jam session celestiale.
Sono sicuro che anche agli arcangeli verranno i brividi, ascoltando: No more blue.
The Blues is alright… So long, Roberto!

Per chi non avesse mai conosciuto Roberto Ciotti: http://www.robertociotti.com/discita.htm