Ora tutti gridano ancora una volta allo scandalo, tutti si indignano…salvo poi tornare a celare appena possibile sotto il vestito ipocrita dell’immigrazione clandestina la vera e propria tragedia umanitaria che si sta consumando.
Ma i “clandestini” che approdano in questi giorni – vivi o morti – sulle coste Italiane, per la maggior parte sono profughi e fuggono da conflitti che ne minacciano la sopravvivenza.
Come dice il regista Andrea Segre (bellissimo anche il suo Indebito presentato ieri sera al Festival di Internazionale con Goffredo Fofi e Vinicio Capossela): “Nel Mediterraneo ci sono almeno tre aree di crisi umanitaria molto forte, quella legata al conflitto siriano che insiste sulle coste turco-libanesi, quella egiziana e quella libica, dove si intrecciano le forti instabilità interne con i flussi di profughi in fuga dai regimi militari e dalle crisi alimentari del Corno d’Africa. Da queste tre aree partono le imbarcazioni che trasportano famiglie in cerca di protezione. L’Italia non ha le forze militari sufficienti per garantire soccorso e le conseguenze sono le tragedie di queste ore.”
ZaLab, che produce laboratori di video partecipativo e documentari in contesti interculturali e in situazioni di marginalità geografica e sociale, si unisce all’appello di MeltingPot e invita associazioni e privati cittadini a sottoscriverla, per chiedere l’apertura di CANALI UMANITARI e il Diritto d’Asilo Europeo, misure necessarie che permetterebbero di salvare migliaia di vite evitando di incrementare il bollettino dei naufragi e il mercato dei viaggi clandestini.
Per leggere ed aderire all’appello, clicca qui: http://www.meltingpot.org/Appello-per-l-apertura-di-un-canale-umanitario-per-il.html#.Uk1sh1MsGJk
ZaLab, in queste ore, promuove una interessante iniziativa.
Il Mediterraneo inghiotte uomini, donne e bambini in fuga dall’orrore di guerre e persecuzioni. Il mare è il sicario. I mandanti sono i nostri governanti. e le loro politiche di “accoglienza“, fatte di accordi segreti con dittatori, respingimenti, centri di identificazione ed espulsione e sacchi di plastica.
ZaLab contribuisce a denunciare questo inaccettabile status quo mettendo in onda gratuitamente il film documentario di Andrea Segre e Stefano Liberti: Mare Chiuso su Vimeo.
Questo il link: http://vimeo.com/76133836
Metto a disposizione questo piccolo spazio per promuovere e diffondere l’iniziativa, invitare a firmare l’appello di Melting Pot e diffondere il documentario, perché più persone possibile possano vedere con i propri occhi che dietro a queste morti non c’è il caso, ma una deliberata e premeditata volontà dell’Italia e dell’intera Europa, nel calpestare i diritti e nel negare il futuro di migliaia di perseguitati.
Il video rimarrà in visione dalla mezzanotte di oggi venerdì 4 ottobre fino alla mezzanotte di domenica 6 ottobre 2013.
È possibile anche sostenere questa iniziativa e l’attività di ZaLab con una piccola donazione, cliccando il tasto TIP JAR

MARE CHIUSO
Stefano Liberti, Andrea Segre
Italy 2012 – 60′
SINOSSI
Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla Marina e dalla Polizia italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove i richiedenti asilo non godevano di alcun diritto e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze.
Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni furono poi destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato.
Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati.
Nel documentario sono loro, infatti, a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono racconti di grande dolore e dignità, ricostruiti con precisione e consapevolezza. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall’Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione.
Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell’opinione pubblica italiana, ma per la quale l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.
PREMI E FESTIVAL
– 22° Edizione Festival Cinema Africano, Asia e America Latina – Premi ACCRA e “Il razzismo è una brutta storia”
– Bif&st 2012 | Bari International Film Festival – Premio De Seta
– 69. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia – Proiezione speciale
– Premio Libero Bizzarri – Miglior documentario
– Maiori Film Festival – Premio Rossellini
– Bolzano Film Festival 2012 – Premi FiCE e Cassa di Risparmio di Bolzano
– Globo d’Oro, premio Associazione Stampa Estera – Miglior Documentario
– Bellaria Film Festival – Menzione speciale Morando Morandini
– Ischia Film Fest – Menzione Speciale
– Maratea Film Festival – Premio Agamar
– Molise Cinema 2012 – Premio Giuseppe Folchi
– Lo Sguardo di Omero – Premio Miglior Documentario
Questo il trailer:
mi permetto di condividere!
Un mare nero,
nero di petrolio, nero come la fame,
nero come la guerra, nero come la morte.
Nero, nella sua profondità e disumanità,
nero nelle parole blaterate,da persone senza anima e dignità.
Nelle voci criminali la bontà diventa causa,
parole di chi difende la croce nelle scuole,
invece di gettarla come zattera, ai naufraghi.
Vergogna grida l’uomo in bianco,vergogniamoci,
noi anime pie nel nero dei nostri sospiri.
Solo tu Lampedusa, sei l’Italia,
al tuo nord, oltre Scilla e Cariddi,
oltre la Capitale, la Milano da bere,
il tramonto sulle Alpi,si estende miserabile ed arido il terzo mondo
Ci sono persone indagate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perchè hanno aiutato persone che stavano annegando…. abbiamo perso decisamente il contatto con la realtà, ma già da diverso tempo.