Vrancea-per-la-pace-e-la-nonviolenza_largePer l’ennesima volta negli ultimi anni si respirano “venti di guerra”.
Lo stato-canaglia di turno è la Siria.
Il pretesto, ancora una volta, la presunta presenza di armi chimiche.
Ancora una volta, in pochi anni ci raccontano che l’attacco sarebbe “umanitario”, necessario, un atto di civiltà. Eppure gli eventi degli ultimi anni (e decenni) ci raccontano che ad ogni intervento/bombardamento non segue certo una esportazione di democrazia e civiltà, ma solo morte e distruzione.
Per dire no al probabile intervento in Siria, e per chiedere a Parlamento e governo italiani di intervenire per cercare una soluzione diplomatica e che si muovano al fine di dare effettiva attuazione all’art.11 della Costituzione, come forze associative e politiche invitiamo tutta la popolazione a partecipare
Sabato 7 settembre 2013 alle ore 18.30 in piazza Savonarola a Ferrara per un presidio contro un attacco militare. Diffondete!

APPELLO

Una guerra civile sta insanguinando la Siria da oltre due anni
Due anni in cui le vittime da armi convenzionali e da atrocità di ogni tipo sono state, secondo l‘Onu, centomila, per oltre il 70%, come sempre, civili; i profughi un numero esorbitante, di cui, sempre secondo i calcoli dell’Onu, un milione i bambini e le bambine.
Tutto questo avveniva mentre la protesta contro il regime di Assad, nata democratica e popolare, si è via via avvelenata per infiltrazioni di ogni tipo, provenienti dalla galassia islamista radicale, fondamentalista, terrorista. Una guerra civile alimentata con uomini e mezzi da campi opposti. Per Assad l’Iran, per l’opposizione ad Assad la Turchia, ingombrante alleato NATO ma ormai attore regionale che prova a giocare in autonomia.
Nel frattempo le potenze occidentali si sono mantenute in una posizione più o meno defilata, preoccupate delle conseguenze di una caduta del regime di Assad sui fragili assetti dell’area.
Le armi della diplomazia, delle pressioni politiche, della battaglia in sede Onu per costruire luoghi di dialogo sono strumenti che si è scelto di non praticare.  
Numerosi i Paesi occidentali che invece hanno preferito coltivare la spinta verso lo scontro armato.
Secondo un recente paper pubblicato dall’Archivio Disarmo, già prima della guerra, l’import siriano di armi convenzionali era aumentato del 330% tra il periodo 2001-2005 e quello 2006-2010, con lo scopo di modernizzare gli arsenali del paese e rafforzare le forze armate. Tra il 2007 ed il 2011 i principali fornitori di armi alla Siria risultano essere stati la Russia (per il 78%), la Bielorussia (17%) e l’Iran (5%).
Siamo ad un passo da un nuovo intervento armato degli Stati Uniti contro un altro Stato.
Si sta preparando una nuova guerra che potrebbe incendiare la regione, coinvolgere numerose nazioni, alimentando l’odio tra i popoli.
Abbiamo già vissuto questi drammatici momenti. Ancora una volta si cercano pretesti per travestire una guerra di conquista imperialista in “intervento umanitario”. Le bombe non portano PACE, solo distruzione e morte. La violenza chiama altra violenza.
Non si tratta di scegliere fra il governo di Assad o chi a questo si oppone. Si tratta di far cessare la violenza in atto, e di impedire l’ennesima operazione da parte di Stati Uniti e dei suoi più stretti alleati per impossessarsi di un ulteriore tassello nella scacchiera mondiale.
La guerra non è mai inevitabile. La guerra è sempre una scelta politica ed economica.
Per queste ragioni ci appelliamo a tutte le organizzazioni democratiche e pacifiste, perché si mobilitino unitariamente per chiedere che lo Stato italiano non diventi complice dell’ennesima barbarie, impegnando il Governo e il Parlamento alla ricerca di una soluzione di disarmo delle parti in conflitto.
Una soluzione politica, diplomatica, conforme al dettato dell’articolo 11 della nostra Costituzione.
Prime adesioni:
Alternativa, ANPI Ferrara, Associazione “Di Tutti i Colori” (Occhiobello), CIP-Coordinamento Istruzione Pubblica, Gente di Sinistra, Giovani Comuniste/i, la Fabbrica di Nichi, Nexus Emilia-Romagna, Pax Christi, PRC Ferrara, SEL Ferrara, Tilt!, UDS, Verdi Ferrara, PdCI Ferrara

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