Dal 21 gennaio al 28 febbraio sono aperte le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado per il prossimo anno scolastico.
La novità principale è strombazzata con una parola rumorosa: DEMATERIALIZZAZIONE… un termine che sembra appartenere più al vocabolario dei film di fantascienza piuttosto che a quello della scuola.
Nella pratica vuol dire che le iscrizione delle famiglie avvengono solo on-line.
È un’ennesima occasione per osservare come quelli che vivono sui (3)Monti intendano trasformare la scuola imponendo un modello di tipo aziendalistico: anche attraverso l’uso delle parole.
Mentre dall’alto dei Monti si accendono i riflettori sulla presunta semplificazione delle procedure per le famiglie e sul risparmio dei costi per l’amministrazione, qui nella pianura della realtà si avvertono diversi rischi:
1) quali possibilità avranno le scuole di personalizzare i propri moduli di iscrizione? Proporranno solo le 24 e le 27 ore tanto care a chi vuole tagliare tempo all’istruzione oppure ci sarà spazio per le 30 ore e anche per le 40 del Tempo Pieno?
2) Saranno salvaguardati i tempi e gli spazi per far incontrare la scuola e la famiglia in modo che si possa mantenere un luogo di informazione, spiegazione e confronto?
3) Verranno tenute nella giusta considerazione le richieste delle famiglie? Anche di quelle che continuano a chiedere il Tempo Pieno?
4) Chi garantirà la nitidezza delle procedure?
5) Come si sentiranno le famiglie che non hanno la possibilità di avere un computer collegato ad Internet?
6) Di quanto aumenterà il carico di lavoro del personale delle segreterie, già sottodimensionato, per aiutare le famiglie non dotate di un computer connesso alla rete?
Infine:
7) Perché le scuole paritarie non hanno lo stesso obbligo di dematerializzare come quelle statali?
Mi viene il dubbio che il vero significato del termine DEMATERIALIZZAZIONE, nelle intenzioni di chi l’ha sostenuto, sia TOGLIERE LA MATERIA PRIMA di cui è fatta la scuola pubblica: persone, risorse, spazi, tempi, confronti, scambi, partecipazione e apprendimento reciproco.
Comunque siate per la difesa delle MATERIE PRIME, buona materializzazione.
Salute e saluti, Mauro
La scuola dematerializzata