“Quest’anno più che mai dobbiamo ricordarci che, se il fascismo ha annullato la democrazia, lo ha fatto nel nome del mercato.
Quest’anno più che mai dobbiamo affermare che, se la lotta al fascismo è lotta per la democrazia, dobbiamo difenderla dal mercato.”
Finisce così il bellissimo articolo “La difesa del diritto al lavoro” del professor Alessandro Somma su La Nuova Ferrara di oggi.
L’analisi, che condivido, è chiara, lucida, desolante ma resistente.
La stessa resistenza che vedo e condivido nei l’Anpi di genio dell’ANPI di Roma che ha scelto di non voler invitare alla manifestazione del 25 aprile il sindaco Alemanno e la presidente della regione Polverini, perché “rappresentano una cultura politica all’opposto della nostra. Non ci sembra opportuna la partecipazione, oggi noi festeggiamo valori diversi da quelli della destra“.
E stamattina in piazza a Roma c’era un cartello con su scritto: “Senza Gianni e Renata è più bella la giornata“.
In piazza c’era anche un signore molto importante che, non volendo divisioni, ha dichiarato: “Il 25 Aprile è diventato la festa di tutto il popolo e la nazione italiana; e nessuna ricaduta in visioni ristrette e divisive del passato, dopo lo sforzo paziente compiuto per superarle, è oggi ammissibile“.
Mah, faccio fatica a comprenderlo… forse sarà perché è scritto in dialetto Napolitano.
Non in dialetto bensì in una nuova lingua chiamata “imbonitore moderno” è scritto il comunicato stampa dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna a proposito della concessione dell’organico dei docenti. Sono dichiarazioni con il naso lungo perché vi si legge:
“Incrementati dal Ministero dell’Istruzione i docenti assegnati all’Emilia-Romagna per il prossimo anno scolastico 2012/2013: 226 posti in più in organico di diritto, ma soprattutto circa il doppio (392) in organico di fatto.”
E qui ci si deve cominciare ad insospettire proprio per l’inebriante “Profumo di Fioroni” vaporizzato ad arte.
Perché non si comincia comunicando il dato del numero degli alunni iscritti?
Perché non si mettono subito in rapporto il numero di posti con l’aumento degli studenti?
Lo vedremo fra qualche riga.
Il comunicato continua con toni entusiastici… “A questi si aggiungeranno 5892 insegnanti di sostegno.”
E qui non si comunica proprio il numero degli alunni con disabilità.
Infine… “Saranno 8.370 gli studenti in più nelle scuole primarie e secondarie della regione.” Per concludere addirittura con un ringraziamento al Ministero ed a Lucrezia Stellacci, già direttrice dell’USR dell’Emilia Romagna nel periodo morattiano (nel senso ministeriale e non interista del termine).
Dunque provo a leggere i dati con gli occhiali che dovrebbero leggere anche l’inchiostro che non c’è.
Mi risulta che ci sia un aumento degli studenti in Italia di 9.000 unità, dei quali 8.370 solo in Emilia Romagna.
Normale quindi che ci sia un aumento dei posti docente soprattutto in Emilia Romagna.
Assolutamente non normale invece considerare questa dotazione sufficiente.
Non è per niente sufficiente ed adeguata se si vogliono considerare le complessità delle scuole emiliane romagnole. Non lo è se si considerano le richieste delle scuole.
Non lo è neppure se si cade nel tranello del “circa il doppio in organico di fatto”: come se a quei 226 posti insufficienti andassero aggiunti altri 392; saranno, se va bene 392 in totale. Un totale ancora e comunque insufficiente a garantire un buon funzionamento delle scuole di ogni ordine e grado.
E poi non si considera che la differenza fra organico di diritto e di fatto crea problemi di discontinuità.
Inoltre si omette di comunicare il numero degli alunni disabili iscritti alle scuole della nostra regione; il motivo è evidente: gli alunni disabili sono 12.300, la dotazione di posti di sostegno è di 5.892 quindi basta una semplice divisione per verificare che l’assegnazione è di gran lunga inferiore a quanto la norma prevede (cioè il rapporto 1:2 maggiorato delle deroghe da concedere. Vedi a tal proposito le molte sentenze dei Tar).
Ci sono inoltre 392 alunni disabili in più rispetto allo scorso anno ma nessun aumento di posti.
In definitiva… tanto rumore per nulla. Non è cambiato molto, il “Profumo” continua a rimanere quello dei tagli, delle classi pollaio, delle risorse da togliere alla scuola pubblica.
Comunque continuiamo a resistere, buon 25 aprile. Mauro
Integrazione Scolastica, Scuola Pubblica
Da una Stella a una Stellacci e ritorno