Your old road is rapidly agin’. Please get out of the new one if you can’t lend your hand for the times they are a-changin’. (La vostra vecchia strada sta rapidamente invecchiando. Per favore andate via dalla nuova se non potete dare una mano perché i tempi stanno cambiando.)
Lo penso mentre leggo che Bersani ha scritto nel librone blu dei messaggi che gli hanno allungato i genitori e gli insegnanti in sciopero della fame a Bologna: “Quando toccherà a noi rimedieremo”. Lo spero davvero e me lo auguro sinceramente ma ricordo ancora che al precedente funerale della scuola pubblica, travolta dall’allora ministro Letizia Moratti, qualcuno si è presentato con belle intenzioni di resurrezione goffamente offuscate da un misero mazzo di Fioroni.
E allora, changing the guards, coraggio vero, impegno partecipato e sincera indignazione perché… the times they are a-changin’.
How many times can a man turn his head pretending he just doesn’t see? (Quante volte può un uomo volgere lo sguardo e fingere di non vedere?)
Lo penso mentre leggo che “Il governo ha posto la fiducia in aula alla Camera sul decreto legge omnibus nel testo approvato dalle Commissioni, identico a quello del Senato… Il provvedimento contiene norme di vario tipo, tra cui l’aumento delle accise sui carburanti e, soprattutto, la moratoria sulle centrali nucleari.”
L’ennesimo tentativo di impedire che i cittadini si esprimano ai referendum del 12 e 13 giugno.
E ancora, on a night like this, coraggio arrabbiato, impegno serio e dura indignazione perché… the times they are a-changin’.
Let me ask you one question: Is your money that good will it buy you forgiveness, do you think that it could? I think you will find, when your death takes its toll, all the money you made will never buy back your soul. (Voglio farvi una domanda: il vostro denaro vale così tanto che vi comprerà il perdono, pensate che potrebbe? Io penso che scoprirete, quando la morte esigerà il pedaggio, che tutti i soldi che avete accumulato non serviranno a ricomprarvi l’anima.)
Lo penso mentre leggo che ieri, diciannovesimo anniversario della strage di Capaci, il ministro Gelmini ha incontrato gli studenti a Palermo per ricordare Falcone e Borsellino. Come scrive Mila Spicola sull’Unità: “Come è possibile? Può, chi sta tentando in tutti modi di distruggere la scuola statale, principale istituzione democratica, venire a celebrare la memoria di chi è morto per servirle e onorarle fino in fondo, le istituzioni?”
Cara collega, meglio chiarire subito come la si pensa indossando la maglietta con la scritta “La mafia ringrazia lo stato per la morte della scuola pubblica”.
E quindi, baby stop crying, coraggio indomito, impegno coerente e furibonda indignazione perché… the times they are a-changin’.
For the loser now will be later to win. For the times they are a-changin’. (Perché il perdente di adesso sarà il vincente di domani. Perché i tempi stanno cambiando.)
Lo penso tutte le volte che vedo e ascolto gli studenti, i genitori, gli insegnanti, i dirigenti, il personale della scuola lottare together through life.
Comunque festeggiate oggi il settantesimo compleanno di Bob Dylan, buona sottoscrizione del seguente appello pubblico di solidarietà.
Don’t think twice, it’s all right, Mauro.
APPELLO PUBBLICO DI SOLIDARIETA’
Le sovversive dell’Iqbal Masih
Alcune mamme e un’insegnante, RSU CGIL, della scuola, Iqbal Masih, sono state denunciate. Di quale colpa si sarebbero macchiate queste pericolose sovversive? Secondo la denuncia avrebbero promosso una riunione in luogo aperto il 25 marzo 2011, senza aver chiesto la debita autorizzazione.
I fatti nudi e crudi sono questi: un gruppo di madri e d’insegnanti e la nostra delegata RSU, nelle sue funzioni sindacali, hanno chiesto di essere ricevute in una giornata di regolare apertura al pubblico da un dirigente del Provveditorato per rappresentare una situazione di disagio e di lesione dei diritti degli utenti e dei lavoratori che si sta verificando alla scuola materna dell’Iqbal Masih. riguardo alle supplenze nella scuola dell’infanzia.
I denunciati fanno parte della delegazione che è andata al colloquio con un funzionario e che quindi hanno lasciato in portineria i documenti per ottenere il “passi”.
Le genitrici e l’insegnante rischiano, ove venisse riconosciuta la loro “colpevolezza”, l’arresto fino a sei mesi e una multa di € 413,00.
I lavoratori, i genitori, il Consiglio di Circolo dell’Iqbal Masih esprimono solidarietà alle persone denunciate nel pieno esercizio democratico e chiedono a tutti coloro insegnanti studenti genitori che in questi anni si stanno schierando a difesa di una scuola statale libera e di qualità di vigilare unitariamente affinché libertà di opinione, impegno e battaglie possano continuare ad essere esercitate senza subire la spada di Damocle dell’intimidazione e della repressione.
Roma, 15/05/2011 Coordinamento dell’Iqbal Masih Roma
scrivi a : coordsecondarie@gmail.com