Nel nostro paese così tollerante, mentre il Presidente del Partito dell’Amore non ha tollerato le intollerabili intercettazioni telefoniche effettuate nella sua casa di tolleranza, parte del tollerantissimo popolo italiano comincia a non tollerare più neanche la giusta e sacrosanta intolleranza.
Nel nostro paese così libero, il Presidente del Popolo delle Libertà ha la libertà di telefonare alla questura ordinando di liberare una nipote molto liberal… sul fatto ognuno è libero di pensarla come vuole, anche se per Libero questa libertà non dovrebbe esserci.
Nel nostro paese così liberaldemocratico, il Presidente della Pedagogia Liberista è talmente liberale da affermare liberamente: “Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori”.
Prima di continuare è meglio controllare la definizione di INCULCARE per non incorrere in fraintendimenti… e visto che chi ha pronunciato la frase si crede “Unto dal Signore”, credo che il dizionario migliore sia il Devoto-Oli; il quale così riporta: INCULCARE = imprimere profondamente nell’animo altrui, con un insistente opera di persuasione o con l’esempio.  Dal latino: “calcare, premere dentro”.
Io credo che il Presidente della Libertà si sia preso la libertà di calcare a tavoletta dentro il suo libero animo per far uscire parole che si scrivono sulla lavagna dalla parte dei buoni (libertà, educare, liberamente, principi, figli, genitori)  ed altre parole che stridono su quella dei cattivi (costretti, mandarli, scuola di Stato, insegnanti, inculcare, contrario) in tal modo inculcando la sfiducia e il disprezzo nei confronti degli insegnanti della scuola dello Stato, insinuando una contrapposizione fra i principi degli insegnanti e quelli dei genitori, offendendo gli studenti che la frequentano e violentando ulteriormente la scuola pubblica, già martoriata dai tagli di risorse e di personale confezionati dal suo stesso governo.
Don’t criticize what you can’t understand” “Non criticare quello che non puoi capire” cantava Dylan…
Il Presidente dell’Amore ha parlato  di ciò che non conosce (la scuola dell’istruzione), che non capisce (la scuola dell’educazione), che non condivide (la scuola della democrazia), e che non tollera (la scuola della Costituzione).
O forse il Presidente del Consiglio ha parlato  di ciò che teme?
Chissà perché mi viene in mente il magistrato Antonino Caponnetto che diceva: “La mafia teme più la scuola della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”  (Atti del Convegno Scuola e democrazia, Firenze 1994).
Si è creato molto movimento dopo gli applausi dei cristiano riformisti e dopo le parole del Presidente del Popolo Giusto; finalmente si sente una giusta indignazione: speriamo che continui e che duri.
Don’t criticize what you can’t understand”… che sia la volta buona davvero che “The times they are a-changin’’.
Beh, se ognuno ci mette un po’ di più del suo, forse, caro Bob: “I tempi stanno cambiando” per davvero.
Dopo l’esternazione del Presidente, sono sbocciate nuove raccolte di firme su La Repubblica e altrove: vabbè firmiamo anche questo ennesimo appello ma io non sono sicuro che serva FIRMARE un appello se poi non si partecipa per FORMARE un cambiamento che riesca a FERMARE i delitti contro la scuola pubblica.ricomincia_da_oggi_philippe_torreton_bertrand_tavernier_005_jpg_jjpf
Quindi FIRMIAMO pure ma inFORMIAMO e FORMIAMO reti, gruppi, incontri, manifestazioni, momenti di informazione, confronto, discussione ed altri di mobilitazione.
Io penso che solo così riusciremo a convincere e a FERMARE il massacro della scuola pubblica per poi FORMARE nuove energie e ricominciare.
Ricomincia da oggi” è il titolo di un bellissimo film di Bertrand Tavernier del 1998 in cui Daniel, il protagonista, direttore di una scuola materna situata in una delle zone più povere di un paesino del nordest della Francia, in crisi economica dopo la chiusura di molte miniere ad un certo punto afferma: “Dai nostri padri abbiamo ereditato un mucchio di pietre e il coraggio di sollevarle”.
Ricomincia da oggi” quindi non è solo il titolo di quel film ma un motto da scolpire nelle nostre coscienze. Coraggio, solleviamo!
Comunque firmiate formiate e non vi fermiate, buona partecipazione alle imminenti iniziative e buona lettura del documento del Movimento di Cooperazione Educativa in allegato. Mauro

 A difesa della scuola pubblica