Leggo che il Tribunale dei minori di Mestre ha disposto per due minorenni di Bassano del Grappa, responsabili di rapina ed estorsione a danno di coetanei, un anno di prova ed ha aggiunto ai vari obblighi consueti (impegno nella scuola, nel volontariato e nella riconciliazione con le vittime), quello straordinario di andare in chiesa la domenica.
Il tutto sotto la sorveglianza dei servizi sociali del Comune.
Vedi: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Bassano/228088_bulli_condannati_a_messa_per_un_anno/
Non sono proprio convinto che questi impegni potranno servire ai ragazzi, in particolare l’ultimo… ma posso sbagliare.
Non ne sono persuaso perché ho paura che si ritroveranno a cantare in chiesa: “Nulla mi può mancar nei tuoi pascoli” interpretandola come “Nulla mi può mancar nei tuoi reality”.
Non ne sono sicuro perché ho timore che, anche grazie allo straordinario esempio di disunità nazionale dimostrato dai ministri leghisti non votando il decreto che istituisce la festività del 150° anniversario dell’unità d’Italia, potranno imparare solo la versione aggiornata del nostro inno; non più Fratelli d’Italia ma: Nipoti d’Egitto.
Non ne sono certo perché ho l’angoscia nell’immaginare la loro schizofrenia di fronte al dilemma: giustizia o legge ad personam (cercavi giustizia ma trovasti la legge, canta De Gregori ne Il bandito e il campione).
Figuriamoci se invece di punire, qualcuno oggi può pensare alla bellezza, alla cultura, alla musica, all’arte, allo sport, al cinema, ai luoghi di ritrovo, alle biblioteche, ai teatri, alle sale da concerto, ai luoghi di discussione, ai laboratori, ai luoghi di sperimentazione, agli spazi liberi, al verde pubblico, …
Insomma a tutto ciò che significa espressione, movimento, creazione, immaginazione quindi alternativa dunque futuro.
Figuriamoci! È tutta roba che costa, costa un mare, anzi di più, costa tre monti.
Io penso che “sorvegliare e punire” dovrebbe proprio essere sostituito da “immaginare, creare e abbellire”… oggi a maggior ragione.
A proposito di immaginazione e di bellezza, ricevo dall’Assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e provincia il seguente verbale che allego, che rilancio, che propongo alla riflessione del Coordinamento Istruzione Pubblica di Ferrara e di tutti gli interessati per future iniziative di cui c’è estremo bisogno… e di materiale ne abbiamo a sufficienza!
Comunque sia la vostra MESSA in piega, buona lettura. Mauro
L’Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia, riunita il 18 febbraio 2001, ha deciso quanto segue:
– di attivarsi, in rete con altre realtà ed associazioni, per promuovere un referendum contro i finanziamenti pubblici alle scuole paritarie private che, a differenza delle scuole pubbliche statali, non hanno subito alcun taglio di risorse, anzi hanno goduto di un sostanzioso aumento dei finanziamenti statali. L’Assemblea ricorda che l’articolo 33 della nostra Costituzione esclude esplicitamente tali tipi di finanziamento.
– di sottoscrivere e diffondere, con altre realtà ed associazioni, una lettera di protesta in cui si chieda spiegazione alla Provincia di Bologna della delibera approvata all’inizio di febbraio che dispone l’utilizzo di fondi regionali a favore di 7 scuole private a fronte di sole 5 scuole pubbliche.
– di aprire una campagna di informazione, la più capillare possibile, scuola per scuola, tramite la convocazione di assemblee di Istituto o circolo per denunciare ed opporsi alla terza tranche di tagli previsti dalla riforma “epocale” della ministra Gelmini. Il gruppo di lavoro dell’ Assemblea metterà a disposizione sul sito www.assembleascuolebo.org documenti e materiali utili alla campagna informativa (oltre che rendersi disponibile ad intervenire alle assemblee).
– di costruire ed organizzare, con altre realtà ed associazioni, una grande giornata di protesta da attuarsi entro la fine di aprile, di domenica, convocata con modalità simili a quella delle donne del 13 febbraio. Senza bandiere ed appartenenze se non quella del “mondo della scuola”: genitori, bambini, studenti, precari, insegnanti, bidelli, dirigenti scolastici
* una giornata che abbia come slogan di riferimento: BASTA! Che una nuova primavera cominci per la scuola, se non ora quando?
Una giornata proposta autonomamente a Bologna ma rilanciata in rete invitando altre città a fare altrettanto
* una giornata che abbia al centro non solo la semplice difesa, ma il rilancio della scuola pubblica con parole d’ordine propositive. l’Assemblea ne individua due, che hanno insieme un valore simbolico e un valore sostanziale:
1) “ Garantire finanziamenti per il sistema generale dell’istruzione pari almeno alla media europea”: oggi siamo al penultimo posto in Europa, solo prima della Slovacchia. Non si fa istruzione degna di questo nome con i fichi secchi. Servono risorse. La Germania insegna.
2) “tempo pieno vero e moduli a 30 ore più mensa e compresenze, per tutte le famiglie che ne faranno richiesta”.
Infine l’Assemblea prende atto che il GDL (gruppo di lavoro) dell’Assemblea stessa si propone come nucleo di volontari (genitori e insegnanti) aperto a chiunque ne voglia fare parte, costituito da tempo per rendere il lavoro di riflessione, elaborazione e organizzazione più agile ed efficiente
L’assemblea decide di darsi prioritariamente l’obiettivo di organizzare nelle scuole gli incontri informativi sui nuovi tagli e di proposta della giornata BASTA! Che una nuova primavera cominci per la scuola, se non ora quando? e di riconvocarsi fra un mese
L’Assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e provincia