Qualche giorno fa Papa Benedetto XVI, nel discorso di inizio anno al corpo diplomatico, ha affermato che “l’educazione sessuale è contro la fede“, bocciando quegli stati che di sesso e di contraccezione parlano a scuola, come avviene in realtà in quasi tutta l’Europa, Italia esclusa.
Qualche decennio fa, un sacerdote americano: padre Lawrence Murphy violentò almeno 200 bambini frequentanti un prestigioso istituto per sordi. 50 anni dopo si avviò un procedimento ma quel tale padre non fu mai punito né sanzionato dal cardinale Ratzinger.
Qualche anno fa, un sacerdote tedesco fu accusato di molestie sessuali su minori; venne accolto nella diocesi del vescovo Ratzinger e gli fu affidato un ruolo pastorale. Il sacerdote poi si rese di nuovo responsabile di altri crimini di pedofilia.
Qualche mese fa Ruby, la minorenne marocchina ripudiata dal padre perché diventata cattolica ma ben accolta dal Presidente del Consiglio, dichiarava in una trasmissione televisiva: “Berlusconi è come la Caritas.”
Qualche giorno fa, il Presidente del Consiglio è stato indagato per i reati di concussione e prostituzione minorile ma il Santo Padre non ha ancora commentato la notizia.
Non ricordo bene come diceva Fedro nella sua favola… Superior stabat pierlupus, longeque inferior joseph? O forse viceversa?
No, non credo fosse proprio questo il testo ma sono sicuro che anche nella versione originale ci fossero delle bestie.
Comunque commentiate, buona lettura della bella lettera di Irene Bregola ed Elisa Corridoni apparsa su La Nuova Ferrara di oggi. Mauro
| Il ruolo dell’educazione sessuale condannata da Papa Ratzinger |
da La Nuova Ferrara del 16/01/2011 ed. Nazionale p. 18
Nel discorso di inizio anno al corpo diplomatico, il capo dello Stato Vaticano e della Chiesa cattolica – Joseph Ratzinger – fra i vari argomenti trattati, ha citato anche la minaccia che rappresenta l’educazione sessuale e civile impartita nelle scuole europee per la libertà religiosa.
Insomma, l’educazione dei giovani non può essere minacciata dal monopolio statale, ma deve essere prerogativa della religione.
Citando Papa Ratzinger esiste una «minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione».
Le affermazioni di Ratzinger sono inaccettabili in uno stato laico.
Affermare che l’educazione sessuale e civile debba essere delegata all’ambito famigliare o meglio ancora religioso, dimostra da un lato scarsa conoscenza del mondo reale, dall’altro un pericoloso tentativo di impartire non conoscenze ma credenze, in nome di una morale che – volente o no Papa Ratzinger – non si può certo definire maggioritaria.
I dati di ricerche condotte dall’Associazione italiana per l’educazione demografica (l’Aied) e di recenti indagini del Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) ci dicono che i giovani chiedono notizie, e – di fatto abbandonati dalla scuola e spesso impossibilitati al parlarne in famiglia – si ritrovano a cercare informazioni su internet.
Il risultato? Informazioni spesso frammentarie, erronee, contrastanti. Negli ultimi vent’anni si sono fatti enormi salti all’indietro. I giovani non sanno più come evitare il contagio da Aids o da altre malattie sessualmente trasmissibili, per cui ecco ricomparire malattie che si pensavano scomparse come la sifilide e la gonorrea, per non parlare dell’aumento dei sieropositivi under 20 (soprattutto dovuto a rapporti eterosessuali, che a qualche prelato non venga in mente di citarla come punizione divina per aver praticato la sodomia!). L’ottusità di certe affermazioni disconosce il valore centrale della conoscenza, della protezione e anche del confronto.
Educazione sessuale – e chi di noi ha avuto la fortuna di incontrare qualche corso del genere nella scuola lo sa – non vuol dire spot abortisti o pratica del peccato (concetto piuttosto relativo, peraltro).
Si parla di dare a tutti e tutte strumenti di conoscenza per proteggersi, per poter instaurare serenamente un rapporto dialettico con l’altro sesso e con il mondo adulto che non passi attraverso la tastiera di un computer in un qualche forum virtuale.
Caro Papa Ratzinger, cara Chiesa cattolica, cercate di uscire dalle vostre stanze chiuse, guardate ad un mondo dove la cosa fondamentale è la possibilità di scelta.
E per scegliere è necessario conoscere.
E la scuola – quella statale – dà la garanzia a tutti e tutte di raggiungere un livello pari di conoscenze, scientificamente provate, che permettano poi una serena scelta sulla base delle proprie credenze (religiose o no).
Se poi non vorrete farlo, pazienza. Siamo per la libertà di pensiero. Ma che lo Stato – laico – e la politica non temano di ribadire la propria indipendenza di giudizio da un capo religioso. Per cui, grazie di averci voluto dire come la pensate, ma la vostra richiesta non verrà presa in considerazione.
Irene Bregola, Elisa Corridoni Partito della Rifondazione Comunista Federazione della Sinistra