Sabato scorso sono stato a Palazzo Tassoni, alla Facoltà di Architettura occupata, all’assemblea degli studenti.
E ne ho viste cose che voi… non potreste immaginarvi!
Il voi e’ riferito a chi giudica gli studenti come spazzatura, a chi li definisce fannulloni, a chi dice che gli studenti veri sono quelli che sono a casa a studiare, a chi li chiama eversori o fuori corso, a chi si diverte ad apostrofarli come lavativi…
Quei voi non possono proprio immaginarselo.
Niente navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e nemmeno raggi B che balenano nel buio alle porte di Tannhäuser.
Ho visto gli studenti e ho visto i professori.
Ho visto il rettore e ho visto il sindaco.
Ho visto i deputati e ho visto la gente.
Ho visto alcuni provocatori fascisti accolti con indifferenza.
Ho visto gli stessi andarsene inebetiti di fronte a tanta civiltà.
Ho visto la discussione e ho sentito le proposte.
Ho visto l’ascolto e ho condiviso il bisogno di essere ascoltati.
Ho visto l’interesse e ho respirato l’impegno.
Ho visto l’organizzazione e ho ammirato la collaborazione.
Ho visto l’energia e ho percepito la forza.
Ho visto la partecipazione e ho riconosciuto la democrazia.
Ho visto un palazzo, destinato a manicomio per piu’ di cento anni, trasformato in luogo di incontro, di informazione, di sapere, di cultura.
Ho visto quel manicomio negli anni settanta; l’ho visitato da studente quel posto e sono dentro di me quegli sguardi chiusi a chiave, quei pensieri inespugnabili, quei movimenti distanti dal corpo, quel frastuono di silenzi, quelle tristezze elettriche, quei dolori infiniti.
Da allora non ero piu’ tornato dentro quel palazzo.
Sono contento di esserci tornato sabato scorso per l’assemblea, dopo più di trent’anni; sono felice per aver portato con me l’idea di un luogo aperto, liberato, partecipato.
Sono euforico perche’ quell’idea non me l’ha data l’ambiente ristrutturato dagli architetti e dagli ingegneri ma l’ambiente strutturato dagli studenti.
Ho visto e vedo il cambiamento nelle speranze e nelle azioni di quegli studenti.
Ho visto e vedo un futuro diverso nella bellezza delle idee che ci sorridono dal viso di chi si sta apprestando all’autogestione di alcune scuole superiori.
–Pensare significa oltrepassare– scriveva Ernst Bloch ed io ho visto e vedo gli studenti oltrepassare con le loro proposte la volgarità e la pericolosità dei provvedimenti di un governo incapace di ascoltare e di discutere per costruire.
Comunque immaginiate, buona partecipazione. Mauro