È paradossale che il condizionamento mediatico sia arrivato al punto che quando ci scappa una parola come “fascista” verso persone, atteggiamenti o modi evidentemente “fascisti”, prima di pronunciarla ci si pensi un sacco di volte… come se si potesse essere accusati di apologia di comunismo, come se ci si sentisse in colpa, come se fosse un reato o una bestemmia, come se non fossero invece coloro i quali usano metodi, atteggiamenti e discorsi “fascisti” quelli che, essendo deboli di Costituzione, dovrebbero essere allontanati quel tanto che basta per eliminare il virus.
Del resto, da quando il PierPresidente ha iniziato a definire comunisti: i comunisti (mi stupiscono quelli che la vivono come una colpa), gli avversari politici (mi disorientano quelli che non controbattono), i giornalisti (mi sbalordiscono quelli che non sanno dire la verità in modo semplice), i magistrati (mi sconcertano quelli che non usano chiaramente il termine ladro e mafioso), le donne con meno della quarta di reggiseno (mi meravigliano quelle che ci stanno), gli interisti (mi sorprendono quelli che non hanno capito dalla campagna acquisti del Milan che il presidente ha perso consensi), quelli di Famiglia Cristiana, i preti, i bambini, gli abruzzesi, gli elettricisti, gli arbitri, le parrucchiere, Robin Hood, Willie Coyote, Paperino Paolino, gli abitanti di Marte e tutti quelli che non sono SilvioDipendenti… è iniziata una strana procedura mentale per cui tanti si sono sentiti sbagliati. Sbagliati perché lo ha detto LUI.
A questo punto, a proposito di scuola elementare e di elementi di base, propongo qualche definizione che spero riuscirà a lenire i sensi di colpa a qualcuno:
1) dal dizionario Devoto Oli
fascista [fa-scì-sta] agg., e s.m. e f. (pl.m. –i, f. -e)
<omissis> estens. Chiunque faccia propri i metodi di lotta politica tipici della dottrina fascista, oppure fondi i rapporti umani e sociali sull’uso indiscriminato della forza, reazionario.
2) dal dizionario Sabatini Coletti
fascista [fa-scì-sta] agg., s. (pl.m. -sti)
<omissis> estens. Chi interpreta i rapporti sociali come rapporti di forza e quindi con prepotenza e intolleranza. <omissis>
Partendo quindi dal presupposto che il dizionario ci insegna che: “fascista” si può dire senza avere infiammazioni del cavo orale, disturbi psicogastrici, sindromi pervasive dello sviluppo, aggiungo solo qualche breve e recente esempio affinché ciascuno si eserciti o si riabiliti, in maniera logopedicamente corretta, a pronunciare il termine “fascista” a proposito di alcuni episodi riguardanti la scuola. Ciò allo scopo di ricordarlo al momento opportuno per un uso corretto, igienicamente testato e socialmente utile.
Esempio numero 1:
Il collega Francesco Mele dell’Istituto Meucci di Modena è stato «censurato» dal suo preside, Paolo Davoli, che gli ha vietato di parlare nel Collegio dei Docenti degli effetti negativi della Riforma.
Al link sotto indicato è possibile firmare il seguente appello per la democrazia nella scuola e la libertà d’insegnamento.
Esprimo solidarietà al Prof. Francesco Mele, docente di Chimica presso l’IIS Meucci di Carpi, che è stato censurato per avere difeso le competenze del Collegio dei docenti dalle prevaricazioni del Dirigente scolastico e per aver proposto, assieme alla maggioranza dei componenti il collegio, la messa in votazione di una mozione di critica ai provvedimenti Gelmini /Tremonti che stanno distruggendo la nostra scuola pubblica .
Respingo con forza il tentativo del Dott. Limina, direttore dell’USR dell’Emilia Romagna di annullare le competenze degli organi collegiali di gestione della scuola e di censurare ogni manifestazione di pensiero critico, per di più in nome di affermazioni quali “qui si lavora, non si fa politica” che ci ricordano parole d’ordine del potere totalitario, tipiche di un periodo storico che non vorremmo più rivedere.
http://www.retescuole.net/appello
Esempio numero 2:
L’iniziativa destinata alla scuola si chiama “Allenati per la vita“, gli sponsor sono i ministri Gelmini e La Russa.
Le materie che gli studenti “balilla” affronteranno partono dal diritto costituzionale per finire con “cultura militare”, “armi e tiro”, “sopravvivenza in ambienti ostili”. In mezzo “difesa nucleare, batteriologica e chimica”, “superamento ostacoli”, “topografia ed orientamento”. Il corso – la cui partecipazione è volontaria – finirà con un gara pratica tra “pattuglie di studenti”.
Ufficialmente l’obiettivo del progetto è quello di “contrastare il bullismo grazie al lavoro di squadra”.
(Ma io credo che nel vocabolario La Russa-Gelmini il sinonimo di “contrastare” sia “annientare”).
Chi invece non ha problemi a chiamare le cose con il loro nome è il mio amico Girolamo De Michele che intitola un capitolo del suo splendido-documentato-potente-emozionante-critico-necessario-lenitivo-prospettico-resistente-vitalissimo-recente libro:
Fascismo pedagogico e fascismo di ritorno
A questo link http://www.carmillaonline.com/archives/2010/09/003615.html il testo tratto dalle pp. 295-310 del libro:
LA SCUOLA È DI TUTTI Ripensarla, costruirla, difenderla,
minimum fax, Roma 2010
Nelle librerie si può trovare il libro completo a 15 euro, comprensivi degli spazi bianchi fra le parole scritte in nero che trasudano passione, impegno e grande studio e cura nella documentazione.
Scrive Valerio Evangelisti: Una scuola degna di questo nome un insegnante come Girolamo De Michele – scrittore raffinato, esperto di filosofia e pedagogia, adorato dai suoi studenti – se lo terrebbe ben stretto. Se ciò non accade, la malattia è nel sistema. Tocca allo stesso De Michele segnalare, a colpi di logica ferrea e di argomentazioni ineccepibili, la deriva dell’istituzione base di ogni società civile verso mutazioni pericolose, e indicare la strada per un’autentica riforma.
Scrive Wu Ming 1: Volete sapere cosa accade oggi nella scuola, alla scuola, grazie alla scuola o a dispetto della scuola? Provate a chiederlo a Girolamo De Michele
Ovunque andiate a comprare il libro, buona lettura degli allegati “Difendiamo l’istruzione dalla guerra” e”Gelmini a passo d’oca sulla scuola” tratti dal Manifesto del 24 settembre 2010. Mauro
Gelmini_a_passo_doca_sulla_scuola
Difendiamo_listruzione_dalla_guerra