EttaJamesI genitori hanno deciso di chiamarla Jamesetta ma poi lei si è inventata il suo nome: Etta James… e suona in ben altro modo (in pratica lo ha diviso ed invertito rendendolo unico).
Canta meravigliosamente riuscendo a cambiarti lo stato d’animo, come può fare solo chi ha masticato dolore e sofferenza.
All I could do was cry (tutto quello che potevo fare era piangere) è statouno dei primi successi. Fra l’altro ha cantato in un paio di dischi con il sassofonista Eddie Cleanhead Vinson a cui devo il mio nickname (testa pulita/pelata).
Leggo che qualche mese fa le è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer e penso che non sia giusto che chi ha regalato bellezza riceva amnesia, confusione, afasia.
Per me rimane una delle migliori voci femminili insieme a quelle di Billie Holiday, Aretha Franklin, Janis Joplin e Annie Lennox.
Vabbè ma cosa c’entra Etta James con la scuola?
Un bel niente, perché Etta James canta e la scuola strilla.
C’entra poco e niente, perché Etta James riesce ad emozionare e chi governa la scuola invece anestetizza.
C’entra qualcosina, perché Etta James è malata e sta perdendo la memoria ma anche parte della scuola sta perdendo la memoria della sua storia migliore.
Oppure c’entra perché…
l’hanno chiamata scuola elementare perché doveva insegnare gli elementi della cultura ma poi hanno cambiato il nome in scuola primaria (in pratica hanno invertito il significato. Forse per renderlo più simile alle primary school di cultura anglosassone? O per stravolgerne l’essenza?)
Adesso chi governa la scuola riesce a cambiarti lo stato d’animo facendoti masticare molto spesso dolore e sofferenza.
All I could do was cry (tutto quello che potevo fare era piangere) è il motto di certi sindacati che all’impegno, alla presa di posizione decisa, al manifestare, all’occupare preferiscono i lamenti.
Ciò che è diagnosticato alla nostra scuola è grave perché si tratta di una sindrome degenerativa classista, in evoluzione emarginante, con riflessi parossistici dello sviluppo in un substrato di ipovisione ed alterazione del futuro. Penso che non sia giusto che chi si impegna nella formazione riceva dai propri governanti tagli, sottrazioni e censure.
Per me la scuola, pensata a partire dagli anni 68/70 in poi, rimane una delle migliori voci femminili insieme a costituzione, integrazione, immaginazione e memoria.
Comunque ascoltiate l’anima (soul), buona lettura della lettera di un’insegnante pubblicata su Micromega del 31/05/2010: Lo scempio della scuola pubblica sotto la scure di Tremonti. 
Lo_scempio_della_scuola_pubblica_sotto_la_scure_di_Tremonti