Di seguito un collage di diversi articoli tratti da notiziari scolastici recenti. Siamo sempre, tutti, ovunque, comunque, naturalmente coinvolti. Mauro Presini
Da Tecnica della Scuola, Fuoriregistro e ScuolaOggi
Da una più attenta lettura del decreto legge salva-crisi approvato il 26 giugno dal Consiglio dei ministri si scopre che sono diversi i punti che riguardano la scuola. Oltre al già citato ritorno a 4 ore di reperibilità in caso di malattia, anziché le 11 introdotte quasi un anno fa dal ministro Brunetta, attraverso il provvedimento durgenza, su cui è probabile che si ricorra al voto di fiducia, il Governo ha voluto fare anche finalmente chiarezza sullattribuzione della spesa relativa alle visite fiscali. Con la circolare del ministro della Funzione pubblica si introdusse, infatti, lobbligatorietà delle verifiche mediche a domicilio, anche per un solo giorno di malattia. Una stretta sui dipendenti furbetti che ha fatto impennare il numero di controlli. Ed anche, ovviamente, della spesa per le prestazioni dei medici fiscali. Ora il decreto stabilisce che quella spesa, divenuta per gli istituti particolarmente salata anche a causa dei contemporanei tagli ai fondi che il Miur destina al funzionamento scolastico, sancisce che dovrà essere messa in carico del sistema sanitario nazionale.
Ma le notizie che hanno a che vedere con il mondo scolastico non finiscono qui. Nel decreto di fine giugno è stata infatti anche inclusa la norma che impone a tutti i dipendenti della scuola, dirigenti compresi, di andare in pensione con 40 anni di contributi versati. La norma varrà per tutte le pubbliche amministrazioni (esclusi però magistrati, docenti universitari e dirigenti medici) e dovrebbe avere effetto immediato fino al 2011: per la scuola però, essendo necessario anche un preavviso al dipendente di sei mesi ed anche alla luce dalla complessità della macchina organizzativa dei suoi organici, varrà solo a partire dal 1° settembre 2010. Da un primo conteggio sembra che siano interessati al pensionamento coatto non meno di 7.000 dirigenti, docenti ed Ata. Un numero consistente che avrebbe ammorbidito gli effetti di disoccupazione provocati dal piano, sempre triennale, di tagli agli organici. Rimane in stand by invece il contratto di disponibilità, che garantirebbe circa la metà dello stipendio ai precari annuali che potrebbero a settembre non vedersi riconfermato il posto, annunciato nelle scorse settimane dal ministro Gelmini. La copertura finanziaria del progetto, anche grazie alla disponibilità delle Regioni, sembra comunque garantita. E probabile che la norma trovi spazio in un pacchetto legislativo successivo. Come al solito, i precari saranno così in bilico sino allultimo
Se passa la legge Brunetta prima dell’estate, non esisterà neanche più il comparto scuola, quindi potrebbe cadere ogni ipotesi di elezione RSU nel dicembre del 2009, elezioni indette, qualche settimana fa, dalla sola flc CGIL; le conseguenze politiche e giudiziarie non sono facili da prevedere, contro le leggi si può anche ricorrere comunque intraprendere un’azione politica di interdizione; il rinvio della misurazione della rappresentatività sindacale per legge sarebbe un grave vulnus alla democrazia tout court e a quella sindacale in particolare.
A un anno esatto dalla rivoluzione scolastica voluta dal duo Tremonti-Gelmini, non uno dei Regolamenti attuativi del famigerato art.64 della finanziaria 2009 risulta ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
In compenso la Ministra sè concesso il lusso di emanare circolari e decreti che hanno tagliato gli organici, cambiato gli assetti organizzativi dellintero sistema scolastico italiano.
E non solo. Ma di pontificare a bocca aperta sulle bocciature, sul maestro unico, sul ritorno allordine e alla disciplina, sulla fine del 68